Quattro gol, tre punti e un grande sospiro di sollievo. Guai però a pensare di avercela fatta, serve equilibrio e zero presunzione. Conference: ora cambia tutto. Rakow e Inter, come gestire i big? Il centenario passi da incubo a storia
Alzi la mano chi ha vissuto l'avvicinamento alla partita di Cremona senza paura. Solo gli ottimisti più incalliti possono dire di averlo fatto, perché il timore di vivere un'altra serata con più dolori che gioie era presente eccome, ma alla fine tutto è andato come tutti noi speravamo e i tre punti presi allo Zini ci hanno fatto tirare un sospiro di sollievo enorme, forse per la prima volta in questa complicatissima stagione. La Fiorentina ha risposto presente, finalmente, e oggi ha tutto un altro sapore parlare di calcio a Firenze. Sono "bastati" quattro gol per vivere una serata che ha scacciato tanti pensieri negativi e adesso, a nove giornate dalla fine del campionato, la luce in fondo al tunnel è tornata a essere più vicina, come non era mai stata. La prova contro la Cremonese è stata perfetta, impossibile dire il contrario, ma adesso, visto che per riguadagnare la fiducia perduta a suon di figuracce servirà tempo, quello che ci sentiamo di dire è che nessuno, e sottolineiamo nessuno, può pensare di avercela fatta. La salvezza è molto più che a portata di mano, ci mancherebbe altro, ma serve equilibrio. Non facciamo pensieri negativi, oggi non è il momento, ma guai a peccare di presunzione dopo aver sudato freddo per mesi e mesi. I giocatori si guardino allo specchio, ancora una volta, e continuino a remare fino al traguardo. Altre due partite e poi sarà tempo di fermarsi per la sosta che ci porterà con il pensiero all'Italia di Gattuso, che dovrà evitare un altro incubo, quello di non qualificarsi per la terza volta consecutiva a un Mondiale.
Ci penseremo, ma solo da lunedì prossimo. Prima ci sono gli ostacoli chiamati Rakow, in Conference League, e Inter, in Serie A. Due gare diverse, ma che valgono tantissimo, inutile negarlo. Partiamo dalla seconda, quella contro i nerazzurri: affrontare gli uomini di Chivu con la mente più leggera sarà tutta un'altra cosa e non avere l'assillo di non poter sbagliare sarà una cosa quasi nuova per la Fiorentina di quest'anno. Vincere è difficile, difficilissimo, ma non impossibile, e riuscire a portare a casa altri tre punti, dopo quelli di Cremona, sarebbe un'impresa che certificherebbe probabilmente la salvezza: questo è certo. Prima però tutte le energie dovranno essere messe in campo in Polonia nel ritorno degli ottavi di Conference contro il Rakow. La Fiorentina deve difendere il vantaggio preso all'andata, per continuare il percorso europeo e inseguire un altro sogno, che soltanto poche settimane fa, e non ci nascondiamo, avevamo etichettato come un problema. Da problema a sogno, da problema a obiettivo da centrare. Il passo è stato breve e adesso nessuno si tiri indietro.
La domanda che ci facciamo è: come dovrà gestire i big Vanoli? Risposta secca: contro il Rakow giochino i migliori, perché la qualificazione è troppo importante. In poche settimane l'anno del centenario potrà passare dall'essere un vero e proprio incubo a una pagina indelebile di storia. Stiamo sognando? Sì, ma non costa niente. Ecco perché sarà inutile voltarsi indietro, lo sguardo deve essere rivolto solo avanti, senza se e senza ma. Centrando la salvezza la Fiorentina scriverebbe già qualcosa che nessuno aveva mai scritto, visto che nessuno era mai riuscito a non retrocedere senza aver vinto neanche una partita nelle prime quindici giornate, ma a questo punto non ci basta più. Vincere un trofeo ci farebbe godere, nell'anno più difficile di tutti. E lo ripetiamo. Sognare non costa niente. La Fiorentina deve tanto a Firenze e ai suoi tifosi: è arrivato il momento di sdebitarsi. La storia è alla portata, scriviamola tutti insieme.
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