DI NUOVO IN CERCA

DI NUOVO IN CERCAFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca
lunedì 21 maggio 2012, 00:00Notizie di FV
di Tommaso Loreto

Si avvicina la scadenza dei dieci giorni richiesti da ADV nel finale di stagione. La Fiorentina dunque riprende la sua rincorsa a un dirigente (forse due) da inserire in organigramma per avviare la ricostruzione, oltre che di un tecnico che guidi la squadra dalla prossima stagione. Archiviato il rifiuto di Oriali per varie ed eventuali divergenze (LEGGI QUI), i viola in settimana dovranno comunque cercare di stringere i tempi.

E se per la panchina verranno valutate da vicino le alternative a Ranieri che resta la prima scelta, è la situazione del diesse, o direttore generale, che probabilmente risulterà più complessa. Detto della preferenza, corrisposta, di Ranieri per la panchina viola, non è da escludere che i Della Valle vogliano davvero approfondire il discorso con Zeman, mantenendo aperte comunque altre ipotesi come quella di Reja.

Per quanto riguarda il mercato, poi, la scelta ripartirà con la convinzione di potersi fidare di Eduardo Macìa e di quanto già raccolto in questi primi mesi di esprienza fiorentina, affiancandogli poi un'ulteriore figura che possa seguire il mercato da vicino. In tal senso, i nomi, restano un po' gli stessi, con Pradè che piace, con Sartori che qualcuno continua a sponsorizzare, o anche con altri scenari come quell'Amedeo Carboni che già aveva lavorato con Macìa, guardacaso, nel Valencia di Ranieri. Insomma, al momento, soprattutto voci. Come quella che vedrebbe non del tutto tramontata l'idea di un dirigente più "amministrativo" come Fassone.

Ecco perchè la speranza prioritaria, in questo momento, è che la Fiorentina riesca comunque il prima possibile a dotarsi di uno schema dirigenziale che possa allestire una nuova stagione in modo degno. Il tutto in tempi adeguati, visto che il campionato è già terminato da una settimana, e le concorrenti (tutte) sono già al lavoro. Perchè con il tempo che passa, e le scadenze promesse che sembrano fin da ora destinate ad essere smentite, il rischio è che la piazza possa ulteriormente accusare uno stato depressivo come non se ne ricordano da tempo dalle parti del "Franchi".