Dal viaggio Azzurro ai proclami in viola, la retorica social e il distacco dalla realtà

Dal viaggio Azzurro ai proclami in viola, la retorica social e il distacco dalla realtàFirenzeViola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Tommaso Loreto
La retorica social e la realtà, due rette parallele. Che si tratti dell'Azzurro Italia o del Viola Fiorentina.

Ci ha preso in giro persino la Ryan Air, quando ha commentato l’immagine che il clan Italia ha scelto per testimoniare il volo degli azzurri verso il Lussemburgo, dove Silvio Baldini ha provato a dare un’immagine diversa del calcio italiano grazie ai ragazzi del Under 21 in sostituzione degli eroici colleghi più grandi, oggi impegnati a far vedere tatuaggi e acconciature nei beach club più esclusivi del mondo visto che tanto il mondiale lo osserveranno in tv. Interessa il giusto conoscere la reazione al “per dove?” pubblicato dopo la foto della comitiva azzurra in partenza qualche giorno fa , molto più interessante sarebbe capire quali erano le intenzioni di chi ha provato a trasformare un viaggio per un’amichevole in Lussemburgo (per inciso con un ct ad interim e senza presidenti di Federazione) in un appuntamento sportivo di gran prestigio.

Dall’azzurro al Viola

Sotto questo profilo, nemmeno le recenti parole di Giuseppe Commisso si discostano da queste modalità, come da tradizione a giudicare dal passato, anche perchè nel frattempo in casa viola si è rincarata la dose social con tanto di celebrazione dei 7 anni di gestione Commisso. Intanto chi ha provato ad andare oltre i generici proclami del presidente si è fermato in fretta, dovendo rimandare qualsiasi aspettativa in assenza di riferimenti (calcistici) più chiari o concreti. Perchè poi, quel che stupisce è come ci si affretti a guardare il futuro ignorando il recente passato. Quasi che i destinatari di quelle parole, fedelissimi del Re esclusi, non avessero una minima memoria. O Come se storia, tradizione, passione e dimensione della Fiorentina non fossero già state messe in un angolo dal 2019 in poi visto il tris di stagioni trascorse a rincorrere la salvezza o gli spazi sempre più vuoti al Franchi frutto di un’apatia dilagante intorno al colore viola e di una speranza che molti riversano in un passaggio di mano del club

Distacco dalla realtà

Nelle parole del numero 1 viola si chiede di trasformare il dolore di questa stagione in energia, ma non si ricorda quanto lontani siano stati tenuti i tifosi dal lavoro della squadra al Viola Park, in un'atmosfera idilliaca come fu detto, né con quale e quanta attenzione la società abbia rivendicato più la proprietà del marchio Fiorentina (anche legalmente) che non la condivisione dei suoi colori attraverso una memoria condivisa (magari con chi quella memoria la tutela pur avendo dovuto cambiare nome). Su questo piano la retorica sciorinata da Commisso nell’ennesimo video autoprodotto senza contraddittorio si sposerà alla perfezione con la comunicazione moderna (anche in politica e anche oltreoceano) ma non cancella lo scetticismo diffuso.

Nelle mani di Paratici

D’altronde se le uniche forme dí speranza che coinvolgono la tifoseria sono riposte su un dirigente arrivato da 4 mesi, piuttosto che su chi ha attraversato tutti e 7 gli anni di Commisso, un motivo dovrà pur esserci. Di certo, una nazionale quattro volte campione del mondo, come la Fiorentina storicamente a ridosso delle big italiane come riferìto dalla classifica perpetua, farebbe meglio a capire perché da tre edizioni osserva il mondiale sul divano piuttosto che celebrare un’amichevole, esattamente come sarebbe il caso che in casa viola ci s’interrogasse su come mai, da oltre un decennio, anche solo le porte dell’Europa che conta (dall’Europa League alla Champions) restano un miraggio. Anche perché determinate pose social fin troppo autoreferenziali rischiano non solo di alimentare ironie legittime, ma pure di far credere che il record centrato dalla Fiorentina nel riuscire a salvarsi (ribadito a più riprese e infilato anche nei saluti a Vanoli) sia un fiore da appuntarsi all’occhiello.  Alla faccia di chi, nell'arco di 7 stagioni, si aspettava ben altri traguardi.