Fiorentina da quinta a nona e non è Beethoven. La decadenza viola nell'era Commisso

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Oggi alle 00:00L'editoriale
di Stefano Prizio

Si discetta in questi giorni del budget, insomma delle risorse che gli uomini mercato viola avranno o non avranno a disposizione per confezionare la squadra che dovrebbe costituire il rilancio della proprietà dopo quest’ultima annata fortemente negativa della Fiorentina, ma le macerie lasciate dallo scorso campionato sono ancora fumanti e comportano un costo pesante in denaro ed è da questo deficit di bilancio che dovrà giocoforza prendere le mosse qualunque passo la Fiorentina compirà sul prossimo mercato (anche se niente e nessuno proibiscono a Joseph di spendere se vuole farlo), tuttavia non per caso c’è già chi parla apertamente di squadra giovane, ma non già perchè la linea verde possa essere una scelta filosofica, ed encomiabile, per aiutare l’intero movimento in crisi e dare quindi un esempio virtuoso, bensì per bisogno, della serie siccome non voglio spendere troppo allora mi butto sui giovani, che poi è tutto da dimostrare che i giovani di qualità siano così tanto meno costosi dei calciatori più esperti, quindi a meno che l’ annunciata  scelta verde non sia di qualunque giocatore purchè sia giovane, un impegno economico notevole non potrà comunque mancare, pena la perdita di ogni residua credibilità.

Tuttavia a questo punto gioverà fare alcuni ragionamenti partendo dai numeri: la Fiorentina della gestione Commisso ha avuto un eloquente quanto avvilente media di piazzamento in questi anni, una media che la pone al 9,57° posto in classifica. Ma compulsando la classifica ufficiale della ripartizione dei diritti tv alla voce ‘classifica storica’ che ripartisce tra le società di serie A una quota parte di 42 milioni rispetto ai 900 totali, ebbene in questa classifica che prende in esame i piazzamenti medi nella storia del campionato, la Fiorentina risulta 5° e da quinta riscuote la sua parte. Certo, vanno considerati i tempi diversi, i diversi contesti ed il fatto che la quota parte calcolata sulla classifica storica è oggettivamente minoritaria rispetto all’intero malloppo ed al fatturato viola.

Comunque  è in virtù  degli investimenti effettuati sul club viola dalle tante gestioni che hanno preceduto quest’ultima proprietà americana che la Fiorentina gode della sua lusinghiera quinta posizione e dei relativi proventi, sono i Ridolfi, Paganelli, Cassi, Befani, Longinotti, Baglini, Ugolini, Melloni, Pontello, Cecchi Gori e Della Valle coi loro soldi e soprattutto con i loro dirigenti che li spendevano bene ad aver costruito la fortuna della Fiorentina ed il suo ruolino storico che oggi rende una parte seppure non maggioritaria dei soldi dei diritti tv.

Tuttavia questa fortuna (piccola o grande che sia), malgrado gli investimenti in denaro di questi ultimi anni è stata in buona parte depauperata dall’incapacità di spendere le risorse importanti che pure sono state messe a disposizione. 

E’ un fatto e non un’opinione che la Fiorentina negli ultimi anni abbia perso i soldi di Commisso, i tifosi allo stadio i quali sono sempre più disamorati e le posizioni nella remunerativa classifica storica e quindi nella ripartizione globale della torta  che è  la vera fonte di vita del pallone italiano, la torta dei soldi della televisione. Oggi una Fiorentina storicamente quinta forza del campionato italiano, e che da quinta riceve il denaro per la quota dedicata ai piazzamenti storici, arriva in media oltre il nono posto. All’alba del 2019 quando Commisso comprò la Fiorentina, nessuno, neppure il chiaroveggente più pessimista, avrebbe potuto prevedere che dopo poco più di un lustro la Fiorentina sarebbe stata più ‘povera’ e costretta, dal prossimo anno in poi, non solo a migliorare la classifica dell’anno precedente ( basterebbe non infilare un altro disastro), ma recuperare nelle prossime stagioni più di quattro posizioni in graduatoria.

Ma non chioseremo con toni da tregenda, non temete, sappiamo bene che l’estate sta giungendo e la stagione calda è quella in cui maggiormente il tifoso e quindi anche il nostro lettore pretende di essere illuso e condotto per mano nel mondo dei sogni calcistici e della pia ed incondizionata speranza di glorie. Perciò faremo mostra di confidare nel grande rilancio che in moltissimi sono già convinti avverrà, non scomoderemo tuttavia nè la parola progetto nè la parola ambizione, poichè specie quest’ultima non hanno mai portato gran fortuna, la seconda addirittura, propagandata con toni assordanti ad inizio   della scorsa stagione  è poi finita in terra gettata via tra lo strame, ma spenderemo solo le quattro sillabe magiche della parola Paratici che dalle nostre parti riveste ormai per molti la valenza di un mantra sacro, di una giaculatoria taumaturgica e misteriosa da ripetersi la sera assieme alle orazioni prima di dormire. Con le quattro prodigiose sillabe chiuderemo rimembrando che egli ha ormai incontrato l’altissimo Joseph ricevendone il verbo, altrimenti detto budget, e quindi già sa come e dove agire sulla squadra per plasmarla a sua immagine e somiglianza, amen.