È l’Anno Zero: ecco perché può essere un'occasione mai vista da quando ci sono i Commisso. Ci sarà un incontro stampa dopo il ritorno di Ferrari e Paratici dagli Usa: tutta la verità sul tavolo. Grosso sarà presentato prima del ritiro

È l’Anno Zero: ecco perché può essere un'occasione mai vista da quando ci sono i Commisso. Ci sarà un incontro stampa dopo il ritorno di Ferrari e Paratici dagli Usa: tutta la verità sul tavolo. Grosso sarà presentato prima del ritiroFirenzeViola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Angelo Giorgetti

È una specie di Anno Zero, la Fiorentina ha ricomposto la sua struttura decisionale dopo la scomparsa di Rocco Commisso e l’ingresso di Fabio Paratici: sono dunque nuove le idee della proprietà e la ‘testa operativa’ del club, un incrocio che potrà generare prospettive mai viste. Nel bene, ci auguriamo, oppure la dimensione finanziaria punterà all’auto gestione, ammorbidita magari con qualche metafora? Sarà l’inizio della ricostruzione, come ci si immagina dopo l’arrivo di un dirigente di spessore? In fondo è stata questa la vera mossa in controtendenza della proprietà dopo 6 anni e mezzo di conferme… Mi permetto di anticipare che dovrà essere necessariamente così. Non ci sono alternative. Una nuova via graduale, ma senza compromessi sui ruoli dirigenziali tecnici e le risorse per rimediare agli errori del passato.

Il presidente Joseph Commisso ha utilizzato un lungo monologo per spiegare alcuni concetti e fra questi uno è rimasto impresso: ‘Non penseremo in piccolo’. Ci aspettiamo dunque un rilancio che sia la logica conseguenza di quelle parole. Ferrari e Paratici sono arrivati a New York lunedì, oggi è in programma l’incontro con Joseph e Catherine Commisso (ci sarà anche il Ceo viola Mark Stephan) per stabilire la linea operativa. Ieri è stato ufficializzato Grosso fino al 2028, una notizia largamente anticipata e digerita. L’idea è quella di presentarlo poco prima dell’inizio del ritiro, quando le operazioni di mercato avranno preso corpo per definire il nuovo 4-3-3 (o 4-2-3-1), in linea con il benvenuto ritorno degli esterni alti dopo una stagione di sofferenze in attacco, non solo per il mezzo forfait di Kean.

Aria nuova in cucina e Paratici dovrà essere il cuoco principale, non ci sono altre possibilità e del resto lo stesso Joseph Commisso ha chiarito di aver preso l’iniziativa - quando la Fiorentina era ultima in classifica - per pretendere l’ingresso in società di un Ds di alto livello. Quindi, se Paratici è stato individuato e ha firmato un contratto di 4 anni e mezzo, dovrà essere messo in condizioni di lavorare in base alle sue convinzioni. Ecco uno dei punti da chiarire: con quale budget? I Commisso immetteranno altre finanze per ripianare lo sbilancio del penultimo mercato (e anche dell'ultimo)? E Paratici potrà operare quei cambiamenti strutturali con l’ingresso di nuove figure, anche nello staff vicino alla prima squadra, per migliorare l’efficienza generale? E’ un momento complesso, ma anche una grande occasione per invertire la rotta.

La Fiorentina si trova davanti a un passaggio che segnerà discontinuità rispetto al passato gestito dalla proprietà americana. E per la prima volta il club sembra orientato a costruire un ‘senso calcistico’ seguendo una linea condivisa, un progetto riconoscibile che colleghi tutte le decisioni dell'area sportiva. Un aspetto che rappresenta una necessità per chi vuole puntare agli alti livelli.

L'obiettivo è quello di dare vita a una struttura che ragioni secondo una logica salda, nella quale mercato, sviluppo dei giovani, identità tecnica e obiettivi sportivi facciano parte dello stesso disegno. In altre parole, la Fiorentina è chiamata a comportarsi come una società che programma e pianifica, non come un club costretto a rincorrere le emergenze stagione dopo stagione. Se ripercorriamo i mercati degli ultimi sette anni, facciamo fatica a trovare un'idea portante (e a volte anche la coerenza con i ritocchi fatti a gennaio rispetto alle scelte estive). Ogni stagione sembrava coincidere con l'inizio di un nuovo ciclo.

In questo scenario ha un'importanza decisiva proprio il faccia a faccia fra Paratici e la proprietà. E al centro del confronto non ci sarà esclusivamente il tema delle risorse economiche da destinare al mercato: l’altro nodo - è bene sottolinearlo - riguarda l'autonomia operativa che verrà concessa al nuovo Ds. Il quale comprenderà presto se la Fiorentina è pronta ad affidarsi realmente a una figura forte, riconoscendole la responsabilità delle scelte, oppure se il suo ruolo sarà più limitato all'interno di un processo decisionale maggiormente condiviso.

Le risposte arriveranno in queste ore, perché prima ancora di parlare di acquisti, cessioni o obiettivi stagionali, la Fiorentina deve definire la propria architettura societaria. E solo dopo aver chiarito chi decide e con quali margini di autonomia sarà possibile dare concretezza a quel filo logico che il club sta cercando di impostare. 'Credete in noi', ha ripetuto tre volte il presidente Commisso alla fine del suo monologo.

Ci proviamo, anche perché nel mezzo di ogni difficoltà si nasconde un’opportunità: lo diceva anche un tipo intelligente, di nome Albert.