Poesio racconta la festa viola: Batistuta e Rui Costa riaccendono il Franchi

Poesio racconta la festa viola: Batistuta e Rui Costa riaccendono il FranchiFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 20:34News
di Redazione FV

Per un errore della nostra redazione questa mattina è stato pubblicato il resoconto della partita tra Fiorentina e Frosinone del Corriere Fiorentino al posto del corsivo di Ernesto Poesio che di seguito riportiamo. Ci scusiamo con i nostri lettori e con la testata in questione.

"Strette di mano. Sorrisi. Abbracci. E poi ricordi che tornano alla mente come un disco del passato che improvvisamente risuona una canzone mai del tutto dimenticata. Lampi di Fiorentina scuotono le emozioni. Salgono le scale della tribuna, in ordine sparso, i protagonisti di anni diversi tutti uniti dalla stessa maglia. Si sono ritrovati al mattino al Viola Park, la nuova modernissima casa della Fiorentina. Mica come ai loro tempi, quando gli allenamenti si facevano ai campini davanti ai ragazzini di Campo di Marte e per farsi la doccia c’era da attraversare il viale Maratona prima di tornare sotto lo stadio. Poi il pranzo tutti insieme e l’arrivo al Franchi con largo anticipo sull’inizio della gara. Sono tanti, impossibile citarli tutti questi ex giocatori che per una volta siedono insieme ai tifosi desiderosi di un selfie certo, ma anche attenti a non essere troppo invadenti. Strano, peri tempi che corrono, ma questo pomeriggio caldissimo e umido che solo un leggero venticello prova a rinfrescare fa storia a sé. Essere sulla tribuna del Franchi non è come tutte le altre volte. In fondo è come sedersi in una macchina del tempo per farsi trasportare là dove ti porta il cuore. La partita, e la grandissima delusione della seconda sconfitta in campionato, è ancora lontana così come la serata piena di luci e musica del dopo gara, offuscata però dalla cocente mazzata rifilata dal Frosinone. In campo i protagonisti di oggi si scaldano, ma l’attenzione per una volta non è rivolta a loro (ma lo sarà da ora in avanti perché i bonus legati al centenario sono finiti come dimostrano i sonori fischi rimediati). C’è Francesco Toldo con i suoi capelli bianchi e il suo sguardo sempre mite e gentile. Lui, che fu ultimo baluardo, di una delle più belle e storiche vittorie viola, a Wembley contro l’Arsenal. Ci sono «cavallo pazzo» Luciano Chiarugi, Picchio De Sisti e Claudio Merlo, i miti della Fiorentina Ye-Ye. C’è la squadra di Prandelli che come un professore sembra guidarli ancora i suoi ragazzi, abbronzato e sorridente sale le scale sapendo di essere a casa. Fiorentino d’adozione. Frey, Toni, Pazzini, Dainelli, Donadel, Ujfalusi, Mutu, Frey, Liverani, Jorgensen, Romulo («Ho visto Dunga, io che ci faccio qui?»). Una scolaresca in gita, tra scherzi e risate comme se non fosse passato un giorno. C’è poi il gruppetto primi anni ‘90 col brizzolato Alberto Di Chiara, il guascone Francesco Flachi che si procaccia panini in tribuna stampa («Seba ne vuoi uno?»), un tonicissimo Stefano Carobbi, i lunghi riccioli sale e pepe di Mario Faccenda che da queste parti ancora «chiamiam leggenda». E poi naturalmente l’era Cecchi Gori. Con Malesani, sempre naif, che arriva a piedi allo stadio dopo essersi regalato un giro a Firenze. Claudio Ranieri, emozionato e applauditissimo, Lele Adani, oggi discusso divulgatore televisivo, Mauro Bressan, l’uomo della rovesciata impossibile al Barcellona, Angelo Di Livio, il capitano della rinascita dopo il fallimento, il roccioso Thomas Repka che tanto farebbe comodo oggi alla disastrosa difesa viola. E poi loro due. Che quando arrivano è come se si aprissero le acque per lasciarli passare: Gabriel Batistuta e Manuel Rui Costa, il 9 e il 10 di una delle stagioni più esaltanti della Fiorentina, di nuovo insieme, seduti uno accanto all’altro. Il loro abbraccio, lunghissimo e fortissimo, è quello di tutto lo stadio. Insomma diciamolo, sarebbe stato meglio fermarsi qui e passare direttamente allo show serale saltando a piè pari la figura barbina, l’ennesima, della Fiorentina di oggi che da troppo tempo proprio non regge il confronto con la sua pesante e bellissima storia. E invece i 90 minuti che non fanno onore nemmeno alla splendida coreografia della Ferrovia il Franchi se li deve sorbire tutti. Quindi tra non pochi imbarazzi il via alla serata, che parte per forza di cose in sordina anche perché l’audio fa le bizze. Ci mette un po’ a scaldarsi il Franchi. Ci vuole il messaggio a distanza di Edoardo Bove a far tornare gli applausi. E poi l’ingresso in campo di tutti i bambini del settore giovanile che si sistemano a formare la cornice dello spettacolo. Parte l’immancabile Pupo con «Firenze Santa Maria Novella». Effetto nostalgia. Che cresce quando un lungo filmato recitato racconta la storia viola. Sfilano i protagonisti del passato dagli anni 60 in poi. Applausi e ovazioni. E cori pieni di affetto per l’indimenticato Davide Astori. «Sono sicuro che tutte queste leggende hanno difeso la maglia viola con l’amore che ci ho messo io», il saluto emozionato di Batigol. Un altro abbraccio con Rui. Un’altra carrellata di gol. Cento di questi anni, cara Fiorentina".