Niente Europa, più attenzione a plusvalenze e monte ingaggi: cosi opererà la Fiorentina
Mai come quest'anno, per la Fiorentina non esiste un vero e proprio “tesoretto” destinato esclusivamente al mercato, poiché la capacità di acquistare giocatori dipende dalla situazione economica complessiva del club. Come evidenzia La Nazione, le risorse disponibili sono determinate dall’insieme delle “revenues”, ovvero dai diritti televisivi, dagli incassi dello stadio, dagli sponsor, dai premi UEFA, dalle cessioni dei calciatori e dai risultati sportivi.
Nel caso della Fiorentina, il quotidiano locale sottolinea che la stagione 2026/27 si presenterà in un contesto più complesso rispetto agli anni precedenti. L’esclusione dalle competizioni europee priverà infatti il club di una fonte di entrate ormai diventata strutturale: nelle ultime partecipazioni alla Conference League la società aveva incassato circa 65 milioni di euro, risorse che nella prossima stagione non saranno disponibili. A ciò si aggiunge una situazione di bilancio che dovrebbe chiudersi con un passivo superiore ai 23,2 milioni registrati nell’esercizio precedente.
Su questo risultato incidono diversi fattori, tra cui l’aumento dei costi legato ai rinnovi contrattuali di alcuni giocatori importanti come Kean e De Gea. Inoltre, per alcuni mesi la società ha sostenuto contemporaneamente i costi di due allenatori, Pioli e Vanoli, oltre ad aver versato circa 3 milioni di euro per la risoluzione del contratto del primo. In questo scenario, conclude La Nazione, diventeranno fondamentali le plusvalenze e una gestione più efficiente del monte ingaggi, strumenti indispensabili per garantire sia la competitività sul mercato sia la sostenibilità finanziaria del club
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