SCANZIANI A FV, CHIESA RESTI ANCORA A FIRENZE. LANCIARE GIOVANI LA COSA GIUSTA

Esclusiva di FirenzeViola.it
20.02.2019 16:00 di Alessio Del Lungo   Vedi letture
SCANZIANI A FV, CHIESA RESTI ANCORA A FIRENZE. LANCIARE GIOVANI LA COSA GIUSTA

In vista della partita di domenica Fiorentina-Inter, FirenzeViola.it ha intervistato in esclusiva, Alessandro Scanziani, centrocampista ex Inter e attualmente commentatore sportivo. L'ex calciatore ha poi parlato anche del talento della Fiorentina, Federico Chiesa, del progetto giovani della società viola e del caso Icardi.

Scanziani che partita si aspetta domenica al Franchi dove la Fiorentina quest'anno ha perso solo due volte?
"Sicuramente non sarà una partita semplice per l'Inter anche perché ha già qualche problema in famiglia. Non so che effetti possano avere: potrebbe far compattare ancora di più la squadra e far dare il 100% a tutti i giocatori oppure peggiorare la situazione. La Fiorentina è una squadra vera e soprattutto in casa riesce ad esprimere sempre tutto il suo valore".

È sulla bocca di tutti come anche l'Inter sia interessata a Federico Chiesa. Che idea si è fatta di questo ragazzo così promettente?
"Credo che sia un giocatore che possa giocare ovunque ed in qualsiasi squadra: Inter, Juventus, Manchester City, Real Madrid. Ha fatto vedere delle qualità indiscutibili, ma forse sarebbe meglio se restasse un altro anno o due a Firenze per completare la sua maturazione in una piazza che già lo conosce, lo apprezza e che gli concede di sbagliare anche qualche gol, qualche passaggio o qualche partita in più. All'Inter la tifoseria e la società sono molto esigenti e rischierebbe di dover dare qualcosa in più di quello che in questo momento può dare. Serve pazienza per un ragazzo di 22 anni".

Da ex calciatore qual è la sua opinione legata al VAR ed agli episodi come quelli verificatisi in SPAL-Fiorentina?
"Sono del parere che il VAR sia un aspetto positivo perché si tende ad eliminare gli errori anche se ci saranno sempre. Gli arbitri sono uomini. Come sbagliano i calciatori possono sbagliare loro. Non penso sia il bello del calcio, ma la vita è così. Diminuire le possibilità di errore è sicuramente importante, ma anche noi quando vediamo un episodio per dieci volte in televisione non siamo tutti d'accordo totalmente. Serve pazienza e capire che gli arbitri non sono lì per favorire una squadra o un'altra, ma per fare il loro lavoro".

La politica della Fiorentina improntata sul futuro con così tanti calciatori giovani come la giudica? Preferirebbe calciatori più pronti subito?
"Bisogna partire dal presupposto che giocare a Firenze non è facile per nessuno. Per il tifoso della Fiorentina l'importante è avere una società sana, ma il tifoso deve pensare a fare il tifoso e sostenere la propria squadra. Fare degli investimenti anche molto onerosi per essere competitivi con squadre come la Juventus e poi dopo due anni essere falliti non credo sia una buona soluzione. Preferisco una società che lancia i giovani come la Fiorentina e che ha entrate ed uscite in regola. È fondamentale però che i giovani vengano accuditi da qualcuno con esperienza che non permetta loro di bruciarsi".

Che analisi fa del caso Icardi? Crede che destabilizzerà l'ambiente in casa Inter?
"Il caso Icardi è un po' particolare. Molti che gli sono vicino mi parlano di un ragazzo serio, che si prende le sue responsabilità e con la testa sulle spalle. Bisognerebbe conoscere bene la situazione, capire il perché di certe decisioni come il tirarsi fuori da una partita importante come quella contro il Rapid Vienna e come lo sono tutte quando giochi nell'Inter. Il fatto di togliergli la fascia da capitano può essere un aspetto che lo sprona a dare di più, ma può anche essere un aspetto negativo. Il capitano dovrebbe essere uno che ci mette sempre la faccia, ma bisogna vedere se è il capitano solo perché è il più vecchio o quello con più presenze oppure perché il più indicato per quel ruolo. Non me la sento comunque di dare un giudizio non conoscendo le dinamiche dall'interno".