DS AREZZO A FV: "AMICHEVOLE CHE DÀ LEGGEREZZA. ITALIANO? UN PREDESTINATO E UN ESEMPIO"

30.11.2022 20:00 di Luciana Magistrato   vedi letture
DS AREZZO A FV: "AMICHEVOLE CHE DÀ LEGGEREZZA. ITALIANO? UN PREDESTINATO E UN ESEMPIO"
FirenzeViola.it

Domani la Fiorentina affronterà in amichevole l'Arezzo. Alla vigilia del test, FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva il dirigente dell'Arezzo Aniello Cutolo, che in questi giorni sta svolgendo il corso di direttore sportivo a Coverciano. L'ex attaccante della squadra amaranto, ormai oggi passato in società, ha parlato così della gara che si svolgerà domani: "Questa amichevole è nata circa un mese fa. L'idea è stata del direttore generale Paolo Giovannini che era stato contattato da un dirigente della Fiorentina per organizzare questo test in questo momento di stop della Serie A. Per noi è un modo per far tornare un po' di leggerezza qua ad Arezzo, anche se in questo momento noi siamo concentrati alla gara di domenica con la Pianese. Sicuramente sarà un momento per salutare anche qualche amico che ho a Firenze".

Che momento è per l'Arezzo? "La squadra è in ritiro, da domani i ragazzi torneranno a casa. Più che altro il ritiro è stato fatto per ritrovarsi dopo una sconfitta inaspettata ad Ostia. Anche se devo dire che la squadra da inizio campionato si è sempre espressa su ottimi livelli. In questo momento anche qualche assenza di troppo ci ha penalizzato. Abbiamo tutte le carte in regola per cercare di venirne fuori presto. Quale occasione migliore per farlo domenica in uno scontro diretto".

Questa amichevole può aprire qualche spiraglio sul mercato, soprattutto sui giovani? "Qua noi abbiamo molti giovani che giocano. Può aprire diversi scenari questa amichevole, ma già i rapporti sono ottimali, sia tra i dirigenti che tra me e Vincenzo (Italiano, ndr). L'ho avuto come compagno di squadra, per me è stato un esempio come capitano. Ho presto tanti spunti da lui".

Che tipo era Italiano da giocatore? "Vincenzo era un allenatore già in campo. Riusciva a trasmettere ai compagni una mentalità vincente e una visione di gioco innovativa. Tramsmetteva il suo modo di giocare in maniera diversa: sapevo che prima o poi sarebbe arrivato. Non è stata una sorpresa, ritengo che sia una persona concreta in tutto".

Ha qualche aneddoto divertente su di lui? "Lui è un grande lavoratore, lo rispetto tantissimo. Lo era da giocatore e lo è ancora di più da allenatore, è una persona seria, un professionista a cui piace lavorare. E i frutti si vedono. E' fatto così, poi fuori dal campo è una persona con cui stai bene insieme".

L'Arezzo guarda la Fiorentina per quanto riguarda le infrastrutture? "Noi abbiamo una proprietà importante, e il primo obiettivo nostro è tornare nei professionisti. Faremo di tutto per tornarci. Andiamo avanti step by step: bisogna programmare per arrivare a certi livelli e credo che siano i presupposti giusti. Anche la nostra proprietà ha fatto degli investimenti in città proprio per costruire un futuro importante per l'Arezzo".

Sul pubblico che ci sarà allo stadio per l'amichevole: "E' una giornata particolare, l'orario della partita non favorisce l'affluenza di pubblico. Noi ovviamente non ci possiamo lamentare perché abbiamo un pubblico fantastico. Insieme al Livorono abbiamo un seguito pazzesco in questa categoria. I tifosi saranno più concentrati sulla gara di domenica che per noi è molto importante. Domani è una giornata che serve per instaurare e rafforzare il rapporto tra due società e dare un premio a qualche ragazzo più giovane che può mettersi in mostra in palcoscenici diversi".

Quale giocatore invidia al suo amico Italiano? "Io invidio la sua squadra. Perché Italiano ha sempre esaltato il gruppo e questa è la sua forza. Lavora in un club di grandissimo livello, una società storica e una piazza bellissima. Sarà un piacere rivederlo e condivdere con lui questo momento".

Quando ha capito che il direttore sportivo era la sua strada? "E' una cosa che mi ha sempre affascinato, avendo avuto questa possibilità da parte di entrare in società, mi sono deciso a partecipare a questo corso come direttore sportivo. Mi ha sempre affascinato come ruolo fuori dal campo. Ringrazio la proprietà che mi ha dato questa opportunità con l'Arezzo dopo che mi sono ritirato".