BROVARONE A FV, CHIESA E MILENKOVIC? SILENZIO TATTICO. MANDZUKIC SÌ MA CON BELOTTI

16.08.2020 15:00 di Niccolò Santi Twitter:    Vedi letture
BROVARONE A FV, CHIESA E MILENKOVIC? SILENZIO TATTICO. MANDZUKIC SÌ MA CON BELOTTI

FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva l'intermediario Bernardo Vitale Brovarone per analizzare i principali temi di mercato, e non solo, in casa Fiorentina.  

Brovarone, come va letta le conferma di Beppe Iachini?
"Penso che si siano scontrate due anime con dei requisiti extra campo, e cioè umani, molto simili. E' venuta fuori tutta l'anima di Commisso, che tra l'altro ha avuto molta più paura di quello che ha palesato riguardo alla classifica. Vedendo anche lo spogliatoio più unito e una difesa equilibrata non se l'è proprio sentita di aprire un fronte nuovo. Ma anche economicamente".

Magari considerava ridondante un nuovo innesto per la panchina.
"Certo, queste cose gli stonano. Sono sprechi per lui. Poi ho l'impressione che ci sia stato anche un ragionamento al di là del calcio in merito ai problemi per le infrastrutture, che gli hanno procurato molta rabbia...".

Il Comune sta accelerando sul Franchi: saranno giunte garanzie da Roma?
"Può darsi. Sinceramente non so immaginarmi come andrà a finire, ma posso mettere la mano sul fuoco che tutto questo è opera di Renzi, direttamente dalla capitale".

Venendo alle entrate, su chi devono puntare i viola per l'attacco?
"E' chiaro che in relazione ai nomi fatti finora ci sono delle differenze economiche enormi. Belotti ancora oggi ha uno spessore economico a mio avviso inappropriato: non può valere quanto uno Zapata. La Fiorentina ha bisogno di mettere ordine davanti, creando una squadra con grande logica. Serve una disponibilità intelligente e complementare. A Firenze c'è anche un parco attaccanti molto buono, tuttavia si deve trovare un modo per farlo essere capitalizzante con carisma ed esperienza. Ci vuole un bombardiere. Mandzukic è un uomo da battaglia ma non ha proprio il gol nel sangue, mentre se gli metti accanto Belotti può essere perfetto. Ci vogliono di nuovo il gioco e la fluidità in mezzo al campo".

A proposito del centrocampo, un nome che esalta è quello di Torreira...
"Intanto se i viola si mettono a due valorizzano al massimo i giocatori che già hanno. Sottolineo, infatti, che ragazzi inespressi ce ne sono tanti. Torreira è perfetto per un centrocampo a tre, mentre Pulgar non lo è per niente, quest'ultimo può giocare con Amarabat o Duncan a due. Torreira è un moto perpetuo, non un giocatore di geometria: è forte e aggressivo, non detta i tempi. Si tratta di un regista con caratteristiche diverse dal playmaker. Per Iachini è l'ideale, in assoluto. Ma anche se prendi Locatelli viene fuori un fior di centrocampo".

Intende che si potrebbe anche evitare di mettere mano oltremodo al portafoglio?
"Esattamente. Le basi ci sono, bisogna mettere i puntini sulle i togliendo un po' di rami secchi e scegliendo giocatori integrati nel ruolo che necessitano". 

Quanto alle uscite, a suo avviso come andrà a finire con Milenkovic?
"Ci sono molte richieste, penso che non rinnoverà il contratto e questa è la sua vera arma perché in tal caso la Fiorentina lo dovrà vendere per forza adesso, risultando prigioniera. Per me verrà fuori un discorso di cifre, che comunque saranno centrate visto che tanto c'è di mezzo Ramadani. Il Milan e il Napoli lo vogliono, ma si possono aprire tante altre situazioni. Mi viene da pensare alla stessa Juventus...". 

È possibile che Ramadani ultimi pure l'addio di Chiesa: è arrivato il momento giusto?
"Penso che sia stato un fallimento non averlo venduto prima. Commisso è uno che si getta sulle braccia di un popolo, vuole fare felice la gente". 

Ma...? 
"Ci sono dei momenti in cui bisogna essere molto cinici, determinati. E poi sono veramente stanco degli atteggiamenti di Chiesa, è inconcepibile che una squadra debba essere prigioniera di un ragazzino che fa le bizze. Sono convinto che non rinnoverà mai il suo contratto però non si può neanche rischiare di farlo arrivare allo svincolo, quindi va venduto subito al meglio possibile. Il suo silenzio, così come quello di Milenkovic, è tattico: ogni giorno che passa è una vittoria per loro".