Finalmente dal mood dei singoli al soul di squadra
Ed ecco che il travagliato girone d’andata della Fiorentina è concluso, il bottino raccolto dai viola è magro, tredici punti in diciannove uscite, ma è pur vero che negli ultimissimi giorni qualcosa è cambiato e la Fiorentina tra la partita con la Cremonese e quella con la Lazio ha raccolto quattro ottimi punti che rinfocolano le speranze di potersi almeno giocare la salvezza fino alla fine, tolto il primo tempo con la Lazio che ha riportato alla memoria dei più la Fiorentina indolente e deprimente vista fin troppe volte in questo girone d’andata. C’è chi attribuisce ogni merito alla variazione di modulo col tanto auspicato passaggio allo schieramento a quattro. Altri invece sono convinti sia scattato un quid nella testa di qualche giocatore decisivo, è indubbio infatti che ad esempio due giocatori di qualità come Fagioli e Gudmundsson sembrano aver trovato il loro posto nel mondo viola rispetto a qualche tempo fa.
Tuttavia tolti i moduli e i singoli stati d’animo quel che sembra essere mutato è l’umore( mood) del gruppo gigliato trasformatosi in uno spirito (soul) di squadra, un’anima viola che prima non c’era, di lì la Fiorentina ha cambiato pelle e soprattutto atteggiamenti, da questa trasformazione sono giunti i punti che hanno finalmente mosso la classifica in questo principiar d’anno nuovo ed è solo da questi atteggiamenti che potrà giungere, se giungerà, una salvezza che resta complicata.
E intanto si rinnova l’attesa per l’uomo che rappresenta la novità del club viola, quel Fabio Paratici il cui arrivo, come fosse una Penelope, viene continuamente procrastinato, questo è del resto lo scotto da pagare per chi come la Fiorentina ha la brutta abitudine di puntare professionisti già sotto contratto con altri club, nel caso di Paratici si ama narrare che pur in forza al Tottenham egli lavori già per la Fiorentina, ebbene se così fosse non sarebbe commendevole nè consentito dai regolamenti e meglio sarebbe tacerne il più possibile. Fatto sta che Paratici ancora non arriva, la tela di Penelope si fa e si disfa continuamente, e la Fiorentina resta in un limbo confuso e con un mercato che ha l’urgenza di essere realizzato affinchè lo spirito nuovo e positivo di cui abbiamo parlato venga fissato e non rischi di disperdersi.
In tal senso non sembra un caso che malgrado il momento migliore della squadra la difesa sia sempre in discussione,anche con la Lazio il più giovane della retroguardia, Comuzzo (al quale comunque non va buttata la croce addosso) è stato l’elemento che ha pagato in termini di prestazione, senza trascurare Pongracic col suo intervento discutibile per il quale la Fiorentina viene graziata. La Fiorentina lungodegente non è guarita, è solo migliorata leggermente che giungano in fretta quindi e si adoperino i medici che debbono condurla a ristabilirsi!
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 2/07 del 30/01/2007
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