Brescianini fa pensare al 4-3-3. Baldanzi per dare una carta in più davanti, ma serve un centrocampista di sostanza
Dopo Solomon arriva Marco Brescianini dall’Atalanta. La Fiorentina si era interessata al centrocampista cresciuto nel Milan fin dai tempi di Frosinone. La speranza è che Brescianini possa impattare nella squadra viola come l’esterno israeliano che in due spezzoni di gara è stato sempre decisivo. Con la Cremonese suo l’ottimo cross, corretto dalla testa di Fortini e spinto in rete da Kean. Con la Lazio ha dato vivacità negli ultimi venti minuti, i più positivi per la squadra di Vanoli. Brescianini che a Bergamo ha trovato poco spazio, ma comunque in una stagione e mezza ha collezionato 8 presenze in Champions League, è il classico interno da centrocampo composto da tre elementi. Non ha strappo, ma l’elastico avanti e indietro lo fa bene. Se pensiamo al suo utilizzo migliore, immaginiamo una Fiorentina disposta con un 4-3-3 geometrico. Quindi non il 4-1-4-1 di questi giorni né tantomeno il 4-2-3-1 perché l’ex Atalanta davanti alla difesa con Fagioli non ci incastrerebbe nulla. Per non parlare della fascia, Brescianini esterno proprio non ce lo vediamo.
Baldanzi, vivacità in attacco
Le trattative per portare in viola il trequartista di Castelfiorentino proseguono. La Fiorentina sembra davvero convinta. Perché? Probabilmente Baldanzi, che tra l’altro a Firenze ci verrebbe di corsa, potrebbe rappresentare una carta in più per l’attacco da dare a Vanoli. Alle spalle di una punta o come esterno che rientra dentro il campo, essendo un brevilineo molto tecnico potrebbe, entrando in corso d’opera, spaccare la partita. In questi casi, poi, contano molto le motivazioni: chi sceglie Firenze in un frangente così delicato va tenuto in considerazione.
Un mediano più di lotta che di governo
Ndour purtroppo è bocciato, anche a Roma la sua prestazione è stata insufficiente. Nicolussi Caviglia ha la valigia in mano per Cagliari. Mandragora è un altro a rischio partenza e si trova dentro un momento di scarso rendimento. Richardson andrà via pure lui. Insomma, il centrocampo viola, già sotto il fuoco della critica perché monocorde, ha necessità di ritocchi pesanti. Intanto è sbarcato Brescianini, ma l’ideale ora sarebbe un mediano più di lotta che di governo - per amministrare basta e avanza Fagioli, finalmente al centro del villaggio viola -, un tipo in grado di fare da diga, spezzare il gioco e far ripartire l’azione. Un uomo di sostanza. Sarebbe bello che la Fiorentina battesse questa pista perché la seconda linea resta quella più strategica e come detto, quella viola, quest’anno è risultata deficitaria.
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