AVV.ALFANO A FV, Deroga sia dalla FIFA. E sui tagli...

01.04.2020 15:40 di Andrea Giannattasio Twitter:    Vedi letture
L'avvocato Mattia Alfano
L'avvocato Mattia Alfano

Serie A, quali prospettive? Chiusura in fretta e furia entro il 30 giugno (per evitare di dover ricorrere a particolari deroghe sul fronte contrattuale dei giocatori in prestito o in scadenza) oppure campionato diluito fino al termine di giugno? Per non parlare dello scenario che potrebbe vedere la massima serie congelata e del tutto annullata. Firenzeviola.it ne ha parlato con l’avvocato di Firenze Mattia Alfano.

Avvocato Alfano, si parla già da tempo a una deroga dei contratti in scadenza se davvero la Serie A dovesse chiudersi dopo il 30 giugno: ma è davvero realistica come ipotesi?
“Dal mio punto di vista, o prende in mano tutta la situazione la FIFA e pone una deroga a tutti i campionato, non certo solo alla Serie A, oppure non sarà possibile concludere la stagione oltre il 30 di giugno. È importante che tutti siano messi nelle stesse condizioni, non va valutato caso per caso: vi immaginate se l’Italia si mette d’accordo per una deroga fino al 31 luglio e poi un giocatore in prestito da una squadra estera, dopo la fine di giugno, fosse costretto a rientrare perché il club di appartenenza non fa parte della Federazione italiana? Sarebbe una stortura”.

Cosa accadrebbe se anche una sola società delle venti di A dovesse opporsi a questo tipo di prospettiva?
“Crolla tutto il castello di carte di cui fino ad oggi abbiamo parlato: per questo dico che serve una decisione comune, che coinvolga tutte le realtà del calcio mondiale”.

Qual è dunque a suo avviso la soluzione ,migliore per salvare il campionato e ripartire in modo regolare per la stagione 2020/21?
“Innanzi tutto come hanno fatto alte federazioni, assegnerei lo scudetto a chi in questo periodo ha vinto davvero, ovvero medici e infermieri. Ma al di là di questo, credo che sia giusto tracciare una linea, dire basta a questa stagione e ripartire in estate. L’altra possibilità, a mio avviso più remota, è che gli atleti dopo Pasqua possano riprendere ad allenarsi e a metà maggio possa riprendere il campionato per concludersi, come dicevo, entro il 30 giugno”.

Come andrà superato il disastro economico a cui tutte le società di A andranno in contro se ci dovesse essere uno stop definitivo al campionato?
“Le società hanno ben presente questa prospettiva. Chi teme  questo epilogo, non a caso, ha già iniziato a parlare di diminuzione degli stipendi per i calciatori e tutto lo staff, una mossa che che andrebbe forse a pareggiare le perdite dai proventi dei diritti tv. Vedo però che ci sono altre campane, come quelle di Atalanta e Lazio, che chiedono di riprendere a giocare e non valutano questo scenario. Vedremo: di sicuro è naturale che questo virus creerà scompensi economici a tutte le realtà, calcio compreso: una soluzione allora potrebbe essere trovare un fronte comune  tra tutti i club e i calciatori per diminuire gli stipendi, magari anche quelli della prossima stagione”.