Una sosta così estenuante da rendere interessante persino la Nations League, dove Fagiolino è già Fagiolone. Mercato invernale all'orizzonte, più di un nome può tornare d'attualità

Una sosta così estenuante da rendere interessante persino la Nations League, dove Fagiolino è già Fagiolone. Mercato invernale all'orizzonte, più di un nome può tornare d'attualitàFirenzeViola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Tommaso Loreto
Le prove con Turchia e Francia rilanciano Fagioli e certificano il grande lavoro (anche psicologico) di Vanoli. Mercato invernale dietro l'angolo, da Hojberg a Thorstvedt più di un nome estivo può tornare d'attualità

Alzi la mano chi si aspettava di trovare persino intrigante il ricco programma di sfide tra nazionali previsto per la poco intrigante Nations League. Tra gli effetti di una sosta che fino a oggi aveva avuto precedenti solo per un Mondiale sotto Natale giocato in Qatar c’è pure quello di restituire un minimo interesse a sfide che se limitate alla qualificazione per i prossimi tornei continentali, probabilmente, non avrebbero avuto troppo seguito.

Occhi sulle Nazionali

E invece in assenza di gare di campionato, e pure di qualche occasione che al Viola Park permettesse a squadra e tifosi di trascorrere qualche momento insieme, sono state proprio le Nazionali a raccogliere parecchi interessi, e non solo per le feste di addio a Messi in Argentina o la fuga di Cristiano Ronaldo dopo 90 minuti in panchina col Portogallo. In particolare l’Italia di Mancini, grazie alla presenza di Fagioli oltre che di qualche ex, si è presa più di una copertina, anche perché dopo tante figuracce (ultima quella interna con il Belgio) sono arrivate due prestazioni più che convincenti con Turchia e Francia. Diverso il discorso per i difensori, tra Dragusin espulso con la Romania e Pongracic che anche nella Croazia vive un momento difficile, seppure tra i volti più sorridenti ci sia quello di Mastantuono sempre più dentro il clan albiceleste prossimo a salutare Messi.

La crescita (anche mentale) di Fagioli

Ed è stato proprio in questi 180 minuti che Nicolò Fagioli ha mostrato anche in Azzurro tutti i progressi dell’ultimo anno. LA crescita caratteriale, ancor prima che tecnica, del centrocampista oggi in grado d’imporsi sia da regista che da mezz’ala è la prima conferma di quanto profondo sia stato il lavoro di Vanoli nel corso di tutto il 2026. Pensare a quanto potesse essere vicina la cessione di Fagioli, e quanto poco feeling fosse nato con Grosso, certifica l’imprevedibilità delle strade del pallone, lungo le quali gli scenari futuri possono cambiare nel giro di poche ore in virtù di situazioni impossibili da prevedere.

Il mercato invernale dietro l'angolo

E’ perciò nell’ottica del mercato invernale che le prossime partite dovranno essere utili per programmare le trattative di gennaio, visto che almeno una base di indicazioni dal campo sarà possibile averle. Con tante curiosità destinate a essere soddisfatte, a cominciare dalla coesistenza dello stesso Fagioli con Oulai, la Fiorentina di ottobre regalerà un’istantanea più nitida delle potenzialità del gruppo viola, ferma restando la ricerca di un innesto offensivo che la Fiorentina ha individuato in Thiago Gabriel e quella di un ulteriore interprete a centrocampo. I pochi retroscena dell’addio di Grosso raccontano di un corteggiamento verso Hojberg del Marsiglia che potrebbe ricominciare esattamente come per quel Thorstvedt che con il Sassuolo è destinato a separarsi più o meno con le stesse dinamiche che si stanno profilando per l'addio di Dodò a Firenze e alla Fiorentina.