Report mette Corvino nel mirino che risponde: "Rapporti con gli agenti solo a favore dei miei club"

Report mette Corvino nel mirino che risponde: "Rapporti con gli agenti solo a favore dei miei club"FirenzeViola.it
© foto di Balti Touati/PhotoViews
Oggi alle 22:20Ex viola
di Redazione FV
Report ha anticipato un'inchiesta che riguarda i rapporti tra Ramadani e Corvino che risponde al programma: "Rapporti sempre per il bene delle mie società"

La trasmissione d'inchiesta della Rai, Report, ha annunciato che si occuperà dei rapporti tra l'agente Fali Ramadani e Pantaleo Corvino, che proprio nelle scorse ore ha salutato il Lecce, in una puntata in cui si parlerà di interessi a portare calciatori stranieri in Italia.  Il giornalista e conduttore del programma Sigfrido Ranucci ha infatti annunciato: "Chiudere le porte ai calciatori italiani è ormai una prassi per i club della serie A, un gioco a chi guadagna di più che viene condotto direttamente dai presidenti e dai direttori sportivi, con la complicità e l’interesse di procuratori amici. L’uomo che incontriamo è uno dei più noti procuratori italiani. La sua agenzia gestisce una scuderia di campioni e i suoi radar arrivano ovunque”.

L'argomento di Report

In un'anticipazione, Report parla di operazioni di mercato concluse tra il Lecce e lo stesso Ramadani ma anche quelle che risalgono al periodo in cui il dirigente era alle dipendenze della Fiorentina. Secondo quanto racconta Report, nel 2019 lo stesso Ramadani versò 350.000 nelle casse della Corvino Management, controllata dal figlio di Corvino, Romualdo.

La risposta di Corvino

Pantaleo Corvino ha precisato attraverso l'Ansa: “Sono costretto a precisare rispetto ad alcune ricostruzioni prive di profondità e contenuti. I miei rapporti con i procuratori, qualsiasi procuratore, sono stati solo in funzione dei migliori risultati a favore dei club che, durante il mio lungo percorso, ho rappresentato. La mia storia parla chiaro, sintetizzata da enormi plusvalenze che hanno dato linfa e sicurezza alle società in cui ho lavorato. Ci sono fatti e parole. Ma questa precisazione diventa doverosa prima che superficiali ricostruzioni possano dar vita a equivoci e allusioni”.