Rilanciare o vendere: non esiste una terza via. Ho fiducia in Paratici ma ora lui incontri il Centro Coordinamento Viola Club. Terrei Gosens. Via Piccoli
Per una volta i conti non tornano. Né guardando la classifica del campionato appena concluso, né analizzando il bilancio. Non so se sono ancora i tempi del "i soldi non sono un problema". Messaggio dell'allora presidente Rocco Commisso. Slogan che poi fu parzialmente corretto anche per non passare per il Paperone italo-americano che butta via denaro senza criterio. Ma non c'é dubbio che durante la gestione Rocco i soldi non sono mai mancati. Il problema è che spesso sono stati spesi male. Ma ora bisogna guardare al futuro. Il presidente Giuseppe Commisso ha la stessa ambizione del babbo? Lo capiremo nelle prossime settimane. La Fiorentina ha due strade davanti: o rilancia o vende. La terza ipotesi e cioè navigare a metà del guado non sarebbe accettabile. La mia sensazione è che la famiglia Commisso ci voglia provare a ripartire. Anche per non tradire la passione del babbi. E allora servono soldi freschi. Del resto, immettere soldi freschi non è una novità per il calcio italiano. Lo ha fatto la Juve di Elkan, la Roma di Friedkin, il Milan di Cardinale e il sorprendente Como. Stavolta inoltre garantisce Paratici. Uno bravo. Uno che i soldi li sa spendere. Uno sicuramente ambizioso. Che senso avrebbe aver dato 93 milioni in mano a Pradè e dare solo spiccioli al nuovo Direttore? Se invece Giuseppe Commisso e i suoi potenti manager avessero idee diverse allora arrivederci a grazie. Vi garantisco che Firenze non avrebbe problemi a trovare un ricco potente e ambizioso. L'ultimo che ha scelto Venezia, dico Venezia, ha messo a disposizione per la Serie A fondi illimitati. Chiaro il concetto?
Paratici e il Centro Coordinamento dei Viola Club
Paratici è la garanzia per il futuro. Io mi fido di lui. Quindi se lui considera Grosos la figura tecnico giusta per il rilancio viola "viva Grosso". Ma Paratici deve capire che la Fiorentina non è la Juve. Che i tifosi viola non sono quelli bianconeri. Che Firenze non è Torino. Non deve farsi condizionare nelle sue scelte dal parere dei sostenitori (e tantomeno dei giornalisti) ma deve essere presente e coinvolto. A esempio perché non invitare i rappresentanti del Centro Coordinamento Viola Club al Viola Park dopo il loro accorato comunicato? Non serve svelare chissà quali segreti. Serve però ascoltare e dimostrare attenzione. Ci sono ferite profonde nel cuore di tanti tifosi. Che vanno curate in fretta. Non è una questione di cori o di striscioni ma di un sentimento che viene trasmesso al bar, al supermercato, aspettando un autobus alla fermata. Paratici non commetta l'errore di chi ha trattato i tifosi come clienti. Con questa logica il Franchi vecchio o nuovo resterà sempre più vuoto. Alla Juve lui poteva permettersi di comprare Cristiano Ronaldo. Alla Fiorentina intanto deve conquistare la fiducia della gente.
Via Piccoli, terrei Gosens
È presto per parlare di mercato calciatori. Trovo corretto che sia con la valigia in mano Dodò. Il like fatto e poi cancellato sulla pagina della Roma avrebbe meritato una multa pesante. Dodò può andarsene. Io non lo rimpiango. Ha dimostrato di essere un calciatore normale e un piccolo uomo. Terrei invece Gosens, pure lui nella lista dei partenti. Intanto perché lui resterebbe volentieri e poi perché a differenza di Dodò è un uomo vero. E leale. Potrebbe essere utile a Grosso sia in campo che dentro lo spogliatoio. sarei anche per far partire Piccoli. Ha bisogno di tornare a sentirsi titolare. Nella Fiorentina ora non può esserlo. Recuperare i soldi spesi per lui è impossibile, ma se si rilanciasse in un club di Serie A di medio bassa classifica la sua quotazione potrebbe cambiare.
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