Pioli-Fiorentina, un divorzio doloroso. Quanto risparmia il club e cosa succede ora
Stefano Pioli non è più sotto contratto con la Fiorentina. La notizia annunciata nel pomeriggio dalla società viola chiude un capitolo importante e doloroso della storia recente del club, iniziato come una grande storia d'amore che doveva finalmente rilanciare la Fiorentina nei piani alti della Serie A e finito in un incubo, all'ultimo posto in classifica e con 4 punti dopo 10 giornate. L'accordo che ha portato alla risoluzione del contratto è frutto di un lavoro lungo, iniziato già nelle ore immediatamente precedenti all'esonero (Goretti e Ferrari provarono ad arrivare subito alla rescissione senza però trovare un accordo) e portato avanti nelle ultime settimane da Paratici che si è posto come uno degli obiettivi prioritari dal suo arrivo quello di risolvere le questioni ancora in ballo per la Fiorentina. Prima è stato il turno di Lamptey, in questi giorni quello di Pioli.
Quanto risparmia la Fiorentina
Sulle cifre dell'accordo c'è riserbo sia da una parte che dall'altra, ma Pioli e il club viola si sono accordati per una cifra a metà strada rispetto a ciò che doveva essere corrisposto all'allenatore per gli oltre due anni di contratto rimanenti (la scadenza era giugno 2028) a 3 milioni netti a stagione. Una soluzione che dunque da una parte permette alla Fiorentina di risparmiare diversi milioni (anche se la speranza di tutti era che qualche club chiamasse Pioli così da liberarlo a zero), dall'altra al tecnico di guardarsi intorno in vista dell'estate e comunque monetizzare il contratto con i viola.
Cosa succede ora a Pioli
La Fiorentina può così guardare avanti, mettersi alle spalle un brutto capitolo della sua storia e avere la possibilità di scegliere liberamente il prossimo allenatore senza la zavorra dell'ingaggio ancora da corrispondere a Pioli. L'allenatore di Parma invece si sta già guardando intorno e dopo aver parlato con l'Atalanta negli scorsi giorni, resta un'idea possibile per l'Italia una volta eletto il nuovo presidente federale. Disse no al ruolo da CT la scorsa estate perché aveva già detto sì a Pradè, stavolta potrebbe invece accettare l'incarico e iniziare una nuova avventura. In quel caso sempre a Firenze ma non più alla Fiorentina, che ormai è una porta chiusa definitivamente.
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