Da Prandelli a Italiano, la storia Viola insegna: ecco perché Grosso può sorprendere la Fiorentina
Nonostante manchino ancora alcuni step per arrivare all’ufficialità, e ormai è assodato nell'ambiente viola che sarà il nome di Fabio Grosso quello del prossimo allenatore della Fiorentina per la stagione 2026/2027. L’ipotesi infatti che Paolo Vanoli possa rimanere a Firenze anche il prossimo anno è decaduta ormai in maniera definitiva da qualche giorno e forse, in realtà, non è mai stata concretamente tra le ipotesi al vaglio di Fabio Paratici. Il nome di grosso però non ha certamente acceso l’entusiasmo all’interno della tifoseria gigliata che, visto l’arrivo di un manager del livello di Paratici, si aspettava probabilmente un profilo più altisonante ed affermato, uno, tanto per fare un esempio non casuale, come il tanto sognato e desiderato Maurizio Sarri, promesso sposo invece dell’Atalanta di Giuntoli.
Il fattore sorpresa
Il fatto che però si sia scelto di puntare su un’emergente come Grosso, che comunque inesperto non è visto che per dire ha già allenato in una piazza importante in Francia come quella del Lione (anche se non con grandi risultati), può da un certo punto di vista far ben sperare i tifosi viola. Se ripensiamo infatti a quello che accadeva quasi un anno fa, con l’arrivo al Viola Park di Stefano Pioli, accolto dall’entusiasmo della piazza ma poi clamorosamente capitolato con un inizio di stagione tragico che per poco non costava la retrocessione alla Fiorentina, capiamo come soprattutto nella storia recente del club gigliato quasi sempre tutti gli allenatori che sono riusciti a fare bene a Firenze sono arrivati senza un grande curriculm.
Il ciclo Italiano
È questo il caso di Vincenzo Italiano, che per quanto discusso dalla stessa tifoseria, è arrivato, proprio da una neopromossa (come lo è il Sassuolo l di quest’anno), ossia lo Spezia, in una Fiorentina fuori dalle coppe europee ed ha riportato il club in Europa, raggiungendo nelle stagioni seguenti due finali di Conference League ed una di Coppa Italia in un triennio certamente positivo.
L'era Montella
Andando indietro di qualche anno, troviamo un altro allenatore, Vincenzo Montella, che a Firenze dal 2012 al 2015 ha lasciato il segno attraverso un gioco "spagnoleggiante" ed entusiasmante portando il club in Europa League e sfiorando la Champions League, ma che era arrivato senza i prodromi del grande allenatore, bensì da un Catania piazzatosi 11º in classifica proprio come il Sassuolo di Grosso di quest’anno.
Le notti magiche con Prandelli
La stessa cosa poi la possiamo dire di Cesare Prandelli, che è stato l’ultimo tecnico a portare la Fiorentina in Champions League e che è arrivato a Firenze nel 2005 non con il curriculum di un top, ma con esperienze alle spalle in piazze come Lecce e Venezia, e la buonissima parentesi nel 2002/2003 al Parma, portato in Coppa Uefa.
Fiducia a Grosso
Insomma, per quanto sia comprensibile che un nome come quello di Grosso non scaldi i cuori e faccia sognare la tifoseria della Fiorentina, e altrettanto giusto sottolineare come forse, visto l’insegnamento che ci offre la storia Viola, è giusto provare a dare fiducia ad un nuovo corso che partendo in sordina, potrebbe anche rivelarsi sorprendente.
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