Angeloni: "Ancora non realizzo lo Scudetto. Ecco cosa mi diceva Rocco. Seconda squadra? Paratici ci pensa"
Valentino Angeloni, responsabile del settore giovanile della Fiorentina, ha parlato a Radio FirenzeViola durante “Palla al centro” l’indomani della vittoria del campionato di categoria: “È tutto bellissimo, non realizzo ancora. Ho appena finito un pranzo coi ragazzi che cantavano ‘il veliero salperà’...”.
Lo Scudetto conferma che siete la miglior squadra d’Italia…
“L’anno scorso eravamo arrivati in finale, era la terza partita in otto giorni e questo si fece sentire. Lo pagammo. I ragazzi ieri hanno fatto una partita bellissima che avvalora un lavoro fatto negli anni. Oggi c’erano tante lacrime perché i 2006 non si rivedranno più come tutti i giorni facevano per anni. Tanti di loro sono tifosi viola, hanno sofferto. Al nuovo centro sportivo questo senso di appartenenza si è amplificato. Chi non rispetta la volontà di migliorarsi non può stare qua, perché il Viola Park è un’eccellenza dove vogliono stare tutti. Deve essere uno stimolo per arrivare in prima squadra”.
Ha un ricordo del rapporto tra Rocco Commisso e le squadre giovanili?
“Tantissimi. Lui era unico. È giusto che la gente sappia chi era Rocco, mi chiamava quando finivano le finali delle Under 15, 16, 17. Al Viola Park girava con la macchinina con me, e mi diceva “ah Valentì, ma gli hai detto che non sono mica venuto qui a perdere tempo?” (ride, ndr). Una volta mi chiamò dopo una partita per dirmi che gli era piaciuto tanto un ragazzo. Mi chiedeva informazioni”.
Quanto è stato difficile creare questo senso di appartenenza?
“Ho avuto la fortuna di avere con me Maurizio Niccolini, che mi ha dato trasmesso questa cosa. Anche se conoscevo già l’attaccamento della piazza verso la squadra. Io ho lavorato anche in altri club, ma quello che c’è qua è diverso. Ho apprezzato queste cose, piano piano ci abbiamo lavorato. Qui ci sono le persone giuste, competenti. Tutto questo lavoro è mirato a migliorare i ragazzi".
Il concetto della seconda squadra resta un'idea forte?
"Sicuramente è un'opzione importante, la Fiorentina aveva l'intenzione di farla. Poi con la tragedia di Joe Barone ci siamo stoppati. Però credo che sia la volontà della nuova direzione sportiva, con Paratici. Quando ci sarà la possiiblità, penso che Fabio la voglia percorrere. Nel frattempo abbiamo "ovviato", portando tantissimi ragazzi in prima squadra, altri sono in prestito a giocare in Serie B. Bianco è in una squadra di Serie A, il PAOK. Cinque sono in Serie C, e penso che due o tre di questi possano fare il salto".
Qual è il problema del calcio italiano?
“Non c’è una sola soluzione unica, bisogna coinvolgere la FIGC e le varie Leghe. La C, B la Serie A. Un giovane della Serie C non corrisponde alla stessa età di B ed A. Sono livelli diversi e definiti. Noi spesso non dobbiamo scegliere la qualità, ma l’età. Dal mio modo di vedere, i giovani ci sono sempre stati: bisogna avere più competenze e coraggio per deciderne il cammino. Bisogna imporre delle regole sui ragazzi".
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