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Franchino se gioca siamo felici, altrimenti fa lo stesso… Cresciamo tutti. Oggi la partita si fa con 16 calciatori

Franchino se gioca siamo felici, altrimenti fa lo stesso… Cresciamo tutti. Oggi la partita si fa con 16 calciatoriFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 00:00Copertina
di Mario Tenerani

Siamo sempre a lamentarci del calcio, ma poi quando si ferma ci manca tropppo. Due fine settimane senza partite e tre di allenamenti. L’astinenza da pallone morde lo stomaco di tutti noi. E allora finalmente domani di ricomincia. La Fiorentina apre il sesto giro di campionato, subito alle 15, domani a Marassi, appuntamento per intenditori. 

MASTANTUONO SÌ O NO…. 

È il destino dei grandi, di loro si parla sempre e comunque. “Franchino”, ormai per i fiorentini è così, un soprannome carico di affetto, ha i prodromi del predestinato. Ha solo 19 anni, ma alle spalle ha già River e Real, insomma non roba residuale. In piu l’Albiceleste. Nella notte delle lacrime - anche chi scrive si è commosso come un bimbo di fronte a sua maestà Messi nell’attimo dell’addio alla nazionale Argentina - c’era pure lui. Con gli occhi bagnati a guardare un mostro di bravura giunto ai titoli di coda. Solo 11 minuti per il viola e tanta commozione. Poi 13 ore di volo, fuso orario per poco meno di 20 giorni, rientro in Italia mercoledì e ieri primo allenamento con Vanoli, senza forzare. Dibattito aperto nella capitale mondiale della dialettica: deve giocare per forza, uno cosi giovane, capirai… E di contro l’altro partito: sara’ lesso da 5 ore di fuso e volo aereo, meglio che Vanoli lo porti in panchina. Detto che noi “Franchino” lo vorremmo sempre nella “cancha” (per gli argentini il campo da gioco) e detto pure che Vanoli farà anche un po’ come gli pare, in un caso o nell’altro zero problemi. Se Mastantuono farà il titolare a Genova saremo felici. E se invece giocherà un altro andrà bene lo stesso. Perché la Fiorentina quest’ano ha una rosa forte e sulle corsie la qualifica abbonda sorretta da una sana concorrenza. 

UNO SCATTO CULTURALE

Lo dobbiamo fare tutti: tifoseria,stampa, ambiente in generale. Il calcio in alcuni passaggi fondamentali è cambiato: le gare durano 100 minuti e anche di più. Un allenatore prepara più piani gara e nella mischia butta 16 calciatori. Sono tanti, le soste hanno stravolto il canovaccio di una classifica partita. Non importa chi parte titolare, ma come partecipa e come investe il proprio capitale tecnico. Prima, dopp, durante, l’unico verbo da declinare è: incidere. Ecco, allora diamoci tutti una calmata. Mastantuono, Njie, Goncalves, Gnonto…. Tutti bravi, tutti con le loro caratteristiche. Pensiamo al gruppo. Per noi è competitivo. Fidiamoci. E stiamo calmi…