Setti su Grosso: "Persona pulita e dedita al lavoro, ha idee di gioco e un obiettivo. Sul calcio italiano..."
Maurizio Setti, presidente di Forte Virtus ed ex presidente del Verona dove ha avuto anche Fabio Grosso come allenatore, è intervenuto a Radio FirenzeViola durante "Viola Weekend"
"L'idea nasce dal fatto che ho degli affari anche negli Emirati e dalla grande passione per il calcio, così con Forte Virtus abbiamo creato in pochi mesi due squadre nell'equivalente di C e D e stiamo andando bene. E' un progetto che è nato a Forte dei Marmi da cui prende il nome. E il progetto è portare campioni per trasmettere cosa significa giocare a calcio ai nostri giovani. Non si molla mai e si fa con risorse limitate rispetto a principi. Abbiamo 5 o sei elementi che possono essere adatti al calcio europeo".
Passando a Fabio Grosso che allenatore e che persona è? "Il rapporto era onestissimo e di grande professionalità, era giovane ma si vedeva che aveva un obiettivo davanti, come tutti i campioni del mondo che ho avuto. Forse non aveva uno staff all'altezza ma so che l'ha cambiato e può ambire ad allenare squadre importante perché ha idee di gioco. Come persona è tranquilla, pulita e dedita al lavoro".
Alla Fiorentina che pressioni avrebbe e quanto è importante la fiducia della società? "Verona e Firenze hanno pubblici belli cazzuti, calorosi e i viola forse hanno più presunzione, nel senso buono del termine. Ma serve tempo, la pressione a Firenze c'è ma non credo che Grosso tema questo, più che altro il comportamento della società ma in questo caso c'è Paratici che conosce molto bene. L'importante è che abbia giocatori adatti al suo modo di giocare"
Cosa servirà? "Materiale umano e poter portare le sue idee, possa portare in due-tre anni a traguardi di prestigio, poi sarà la società a dettare tempi e obiettivi. E' un percorso che va supportato, in Italia non si dà tempo a chi ha le qualità di esprimersi perché si vogliono subito risultati".
In Italia cosa serve per risollevare il calcio? "E' dettato da regole sbagliate, se vogliamo arrivare a cambiare qualcosa, la politica deve dare una mano al calcio. In Lega ho sempre provato a portare le problematiche, come i settori giovanili dove i tecnici vogliono subito vincere. L'unico motore che tiene in campo il calcio è la serie A e se non si rispettano quelli che portano il grano, e le poltrone se le portano a casa altre, è un disastro.
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