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Fiorentina, conta tanto la partita col Sassuolo: per il presente per la salvezza, il futuro per il mercato, il gioco per non ripetere la tristezza di Lecce

Fiorentina, conta tanto la partita col Sassuolo: per il presente per la salvezza, il futuro per il mercato, il gioco per non ripetere la tristezza di LecceFirenzeViola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Alberto Polverosi

Ventitre anni fa, esattamente l’11 maggio 2003, Fiorentina-Sassuolo, o meglio, Florentia Viola-Sassuolo, finì zero a zero. La squadra dei Della Valle aveva già conquistato la promozione in C1 (che poi per i viola si sarebbe trasformata in Serie B) la domenica precedente a San Marino. Nella partita con gli emiliani, finita con la festosa invasione di campo dei tifosi, l’unico obiettivo della Fiorentina era spingere Riganò a segnare una tripletta per raggiungere il record di Angelillo di 33 reti in un campionato. Impresa fallita, Riganò dovette...accontentarsi del record legato solo alla Serie C: 30 gol.

Perché siamo tornati così indietro? Per un dato molto semplice: in quella partita di C2 gli spettatori erano poco meno di 23.000, domani, per la stessa partita ma di Serie A, saranno di meno. Eppure contano questi 90 minuti per la Fiorentina, contano per il presente e il futuro. Il primo obiettivo è conquistare la quasi aritmetica certezza di restare in Serie A: dal 94-95 (primo campionato con tre punti a vittoria) a quota 39 (dove arriverebbe la Fiorentina in caso di vittoria) sono retrocesse solo quattro squadre, Genoa, Verona, Bologna e Chievo, finito in B nel 2006-07, vent’anni fa. Da allora, la quota per la salvezza si è sensibilmente abbassata. La partita contro la squadra di Grosso, uno dei nomi che girano per la panchina viola della prossima stagione, conta tanto anche per impostare il futuro. Da ora in poi se lo giocano tutti. In attesa che la proprietà, assente da mesi sia come presenza che come comunicazione, chiarisca le sue intenzioni sul futuro della squadra (rilancio o gestione in controllo?), toccherà a Paratici stabilire su chi puntare per la prossima stagione. Sarà un lavoro complicatissimo che solo un bel finale di stagione potrebbe agevolare, seppure in minima parte.

Il portiere (ancora l’esperienza di De Gea o la freschezza di Martinelli?), i terzini (Dodo e Gosens da confermare? Mah), i difensori centrali (che succede con Rugani?), i centrocampisti (mancava e manca tuttora un mediano da combattimento), Gudmundsson (si sprecano i punti interrogativi) e infine gli attaccanti (Kean va via o resta? Piccoli può essere il centravanti titolare della nuova Fiorentina? Mah un’altra volta). E soprattutto l’allenatore: se Vanoli mantiene questo ritmo di punti, può aiutare Paratici a confermarlo, ma se la Fiorentina crolla di nuovo in questo finale la situazione si complica. C’è poi un’altra ragione per assegnare alla partita col Sassuolo un certo rilievo: il gioco. La Fiorentina di Lecce è stata la Fiorentina che vedevamo prima che si riaccendesse (riferimento alle gare di Cremona, con l’Inter, la Lazio e il Crystal Palace), una squadra insignificante, capace di giocare bene un quarto d’ora (dal 30' al 45' del primo tempo) e di arroccarsi davanti a De Gea senza più ripartire nella ripresa, consentendo al Lecce (che segna un gol ogni secolo) di arrivare al pareggio. In una parola: tristezza. Si può cominciare a tracciare una strada anche col Sassuolo, che in questo campionato ha già ottenuto il massimo. Chi vuole restare a Firenze, ci pensi ora perché dopo sarà tardi.