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Pontello: "La Fiorentina ha bisogno di imprenditori privati come la famiglia Commisso"

Pontello: "La Fiorentina ha bisogno di imprenditori privati come la famiglia Commisso"
Oggi alle 14:18Radio FirenzeViola
di Matteo Luconi

L'ex dirigente viola Niccolò Pontello ha parlato a Radio FirenzeViola nel corso di "Viola amore mio" a proposito delle dichiazioni di fine stagione del Presidente viola, Giuseppe Commisso: "Il messaggio è stato ben sciritto, tocca tanti punti condivisibili, che traccia un percorso iniziato dal padre, senza però essere concretizzato al meglio perchè probabilmente è mancata, dal punto di vista dirigenziale, un'organizzazione che avrebbe permesso il raggiungimento di risultati migliori. Questo, poi, è un discorso programmatico, che fa capire che la presenza dei Commisso a Firenze durerà per diversi anni. Inoltre, la proprietà ha sempre puntato sul potenziamento del patrimonio della società, con la realizzazione del Viola Park che patrimonializza la società, donandogli una sicurezza economica importante. Implicitamente il presidente credo abbia anche riconosciuto gli errori commessi nella scelta della dirigenza. Elogiando Paratici, confessa l'errore riguardanti i dirigenti passati".

Con questo discorso Giuseppe Commisso ha esulato gli errori del padre?
"Secondo me sì, parzialmente. Inoltre è normale che lo abbia ricordato. Io, poi, vorrei cogliere la serietà di questa impostazione societaria. Ovviamente nessuno è contento dei risultati di questi 7 anni, ma un'impostazione così è l'unica possibile per una società come quella viola, che vive in una città che ha un bacino di utenza abbastanza ristretto e che affronta un calcio che, oggi, ha dei costi spaventosi se si guarda a ciò che serve per portare una squadra ai massimi livelli. La loro impostazione è correttissima e quindi io auspico che una proprietà privata di queste dimensioni rimanga a lungo alla Fiorentina perchè altrimenti la nostra fine è quella di essere comprati da un fondo di investimenti e lì sì che non sapremmo chi sarebbe il nostro interlocutore. In quel caso saremmo in mano a persone che ci comprerebbero per 2/3 anni, per poi vendere e guadagnarci".