RFV

Filippo Galli: "I giovani possono crescere soltanto se giocano, vi spiego come"

Filippo Galli: "I giovani possono crescere soltanto se giocano, vi spiego come"FirenzeViola.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Ieri alle 21:00Radio FirenzeViola
di Alessandro Di Nardo

Filippo Galli, ex Milan, poi diventato responsabile del settore giovanile dei rossoneri, è intervenuto a Radio FirenzeViola durante Scanner per fare il punto sulla situazione dei settori giovanili italiani e non solo: "Posso dirvi che in questo momento mancano le strutture e non solo. Purtroppo il mondo del calcio rimane ancorato a metodologie passate, soprattutto in Italia. C'è bisogno di un continuo aggiornamento su tutto perché poi il gesto tecnico è solo un susseguirsi dei gesti motori. Giocare a calcio uno deve giocare il più possibile, l'ha detto soltanto un Ct della pallavolo. C'è bisogno di ricreare il più possibile la partita e le situazioni della partita.

I nostri ragazzi devono giocare quando sono pronti sì, ma se non giocano non saranno mai pronti. Per questo noi andiamo a prendere giocatori dall'estero, perché loro lì possono giocare e questo danneggia i giovani sul territorio. Un'altra componente fondamentale è l'intensità. In Italia mi sembra che qualcosa stia cambiando, soprattutto in Serie A. Oggi mi sembra che si stia provando a fare un gol in più invece di cercare di prendere un gol in meno, ai puristi della Tv non piace ma il mondo va in questa direzione".

In particolare, sullo sviluppo dei giovani: "Quello che a me sembra mancare è un percorso metodologico di formazione adatto ai ragazzi. Poi quello che accade nel percorso di formazione dei ragazzi è che si va a cercare e scegliere il giocatore pronto, non si guarda in prospettiva. Su questo è interessante vedere quanti calciatori nati nei primi trimestri dell'anno sono scelti in proporzione. E' lì che entra in gioco l'osservatore, che dovrebbe intercettare i talenti ancora inespressi. Ho scritto anche un articolo rispondendo a Paolo Maldini che parlava di come non ci fosse la creatività nel settore giovanile del Milan. Per me l'apprendimento del gesto tecnico avviene dentro al gioco, non prima. Il giocatore deve immergersi nella complessità del gioco. Nel gioco subentra la scelta: se non lo alleno a scegliere cosa fare in partita il resto è inutile".