Cambiamo prospettiva: Vanoli ha indovinato i cambi. Basta malinconie, la stagione si può raddrizzare. Goncalves e Oulai da gestire, ma questa lezione serva all’allenatore

Cambiamo prospettiva: Vanoli ha indovinato i cambi. Basta malinconie, la stagione si può raddrizzare. Goncalves e Oulai da gestire, ma questa lezione serva all’allenatoreFirenzeViola.it
Oggi alle 22:00L'editoriale
di Redazione FV
fonte Angelo Giorgetti

Vanoli ha avuto due volte coraggio. E’ ripartito con lo stesso centrocampo di giovedì - coraggio da leone - e poi si è rassegnato a cambiare: prima Oulai per Fagioli, poi Goncalves per Brescianini. Abbiamo visto come è andata, è perfino inutile secondo me parlare del primo tempo rimediato al 46’ da un raptus da centravanti di Pellegrino. Sono inutili le recriminazioni e ancora di più i veleni.

Dopo mesi di malinconia, questa è la scintilla che deve farci essere positivi: parlo proprio a livello personale, mi sono annoiato di rivedere sempre le stesse situazioni, subire le solite espressioni cupe, commentare momenti negativi, cercare spiegazioni che non ci sono.

E davvero auguro a Vanoli (e a tutti noi) di vivere un campionato diverso, con una prospettiva più ambiziosa, senza parlare di ‘qualità’ non avendo poi la determinazione di schierarla in campo. Perché i gol si segnano quando ci sono giocatori che si prendono responsabilità nei momenti in cui la partita non ha una direzione. Serve personalità per trascinare dalla parte giusta la squadra. Oulai ha fatto una mezza pazzia difendendo palla fra tre giocatori e saltandone un quarto, ma da lì è nata la percussione che ha portato al gol di Mastantuono (ricordo l’assist di Goncalves, finalmente un passaggio decisivo profumato di calcio). Pedro protagonista anche nell’azione del 4-2, i tempi di gioco battono come il cuore dentro i grandi calciatori.

Detto questo, presi dall’entusiasmo e in qualche modo coinvolti per le ripetute richieste di vederlo in campo, non pensiamo che Goncalves sia Messi. E’ ovvio che certi giocatori debbano essere gestiti, anche fisicamente. Ma Oulai e Goncalves devono giocare di più, su questo credo che non ci siano dubbi: la qualità della squadra cresce quando in campo c’è chi la spinge verso l’alto, trascina gli altri, dà l’esempio (e la palla al momento giusto, come Pedro). Quindi, brava Fiorentina a svoltare e - lo ripeto senza ironia - bravo anche Vanoli a indovinare i cambi. Un poco in ritardo? Chi lo sa. Nel calcio funziona così: chi vince festeggia, chi perde deve spiegare. Ma sono sicuro che questa possibile svolta servirà di lezione, nel senso buono, anche a Vanoli.

Speriamo davvero che il clima sia cambiato. E tanto per non annoiarsi domenica sera arriverà a Firenze una Juve ripompata nella testa e in classifica, visto che Spalletti - straordinario interprete di se stesso nelle interviste dopo le partite, è venuto anche il sospetto che quello di auto imitarsi fosse il suo primo lavoro  - è riuscito a puntellare la panchina grazie alla vittoria contro il Napoli. La Juve è sempre la Juve anche se è settima in classifica, per ora ha segnato poco ma ha incassato solo 10 gol.

Poi ci sarà la sosta di campionato per le partite della Nazionale, ci auguriamo per la Fiorentina che venga sfruttata in modo migliore rispetto a quella extra large (tre settimane) precedente al filotto di sconfitte contro Genoa, Como e Inter. Ci auguriamo soprattutto che sia agli sgoccioli il recupero di Atta, assente dal 20 settembre, per giustificare l’assenza del quale è stato riferito un sovraccarico muscolare. Atta è l’unico centrocampista dotato di cambio di passo e insieme a Pedro e Oulai potrebbe aggiungere molto al reparto viola. Alla ripresa del campionato (lunedì 23 novembre) la Fiorentina andrà a far visita al Monza, che ha 7 punti in classifica e un attaccante che fa gola a parecchi. Gustavo Varela, 21 anni, è stato acquistato dal Benfica per 2 milioni e mezzo. La società portoghese si è riservata un diritto del 10 per cento sulla futura rivendita, il Monza per ora si gode i risultati del suo acquisto low cost in attacco, che in campionato ha messo a segno 9 reti in 9 partite, più una doppietta in Coppa Italia. Confesso che da Paratici mi sarei aspettato almeno una di queste intuizioni a basso costo che poi si rivelano potenzialmente dei crack, ma come ho detto prima pensiamo positivo. La stagione può prendere un’altra direzione? Non so quale, ma sicuramente non sarà peggiore di quella che abbiamo vissuto negli ultimi 14 mesi.