Finalmente una vittoria ma la comunicazione di Vanoli merita una riflessione. Su Goncalves è già stato detto tutto: deve diventare un titolarissimo. Perché non pensare a segnare un gol più degli avversari?
Finalmente possiamo commentare una vittoria della Fiorentina. Il secondo 2-4 della stagione, su altrettanti successi, ha dato e darà un po' di respiro a tutto l'ambiente, in vista della partita contro la Juventus e il secondo tempo del Mapei Stadium ha detto anche molte più cose di quello che si potrebbe pensare. Partiamo dai due nomi che sono sulla bocca di tutti: quelli di Oulai e Pedro Goncalves. Il primo, per la seconda partita consecutiva, è entrato molto bene in campo, facendo meglio di un Nicolò Fagioli che pare in netta difficoltà, mentre il secondo ha dimostrato, in pochi minuti, di essere un giocatore sopra la media. Un giocatore che inspiegabilmente, fino a oggi, ha trascorso molto più tempo in panchina che in campo e questo trend dovrà cambiare a ogni costo, visto che la Fiorentina ha un disperato bisogno di qualità e il portoghese dovrà trovare spazio con continuità, da subito.
La comunicazione di Vanoli un'arma a doppio taglio
Non possiamo poi non tornare su quelle che sono state le parole di Paolo Vanoli nel post gara su Oulai: "Gli manca solo il lavoro, il mettersi a disposizione. Non guardo la carta d'identità e neanche il prezzo". Parole che sicuramente non avevano l'intento di attaccare il centrocampista classe 2006 ma che ascoltate nel post gara hanno fatto riflettere molto. Ecco, quello che pensiamo è che Paolo Vanoli debba stare un po' più attento a come esprime i suoi concetti di fronte alle telecamere, perché il rischio concreto è quello di scatenare delle polemiche che in realtà non dovrebbero esserci e che, soprattutto, non vorrebbe creare. Alcuni allenatori fanno melina nei vari post partita, Vanoli parla sinceramente, ma questa può essere un'arma a doppio taglio.
Cambiare modulo per fare un gol più degli avversari
Infine facciamo una riflessione anche su quello che potrebbe essere il futuro della Fiorentina, dal punto di vista tattico. Queste prime dieci giornate di campionato, le ultime sette con Paolo Vanoli in panchina, ci hanno detto una cosa chiara. La squadra fa una fatica tremenda a difendere. Dragusin e compagni concedono sempre tanto, trovare la solidità non sarà semplice, e allora perché non pensare al vecchio e caro motto che dice che la miglior difesa è l'attacco. Se la fase difensiva non funziona, se il centrocampista in più non serve a granché per evitare di prendere gol, allora perché non optare per un 4-2-3-1 con Mastantuono, Goncalves e Njie alle spalle del centravanti? Vanoli ci pensi. Non siamo certo noi a dovergli dare consigli o a volergli spiegare come fare il suo mestiere, ma l'idea la lanciamo. La Fiorentina pensi a fare un gol in più degli avversari, per dare una svolta definitiva alla stagione.
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