Dini: "Sarri garanzia di stabilità per la Fiorentina, senza voli pindarici o scovare geni"
L'avvocato e direttore sportivo e osservatore Giulio Dini è intervenuto a Radio FirenzeViola durante la trasmisisone speciale di questo primo maggio per parlare del toto allenatore della Fiorentina, a partire da Sarri sostenuto dalla piazza come Pioli: "Sarri non è andato in Arabia però e in questi mesi, a parte la sfrenata simpatia che a volte si trasforma in arroganza se vogliamo, ha dato un segnale di essere centrato perché ha avuto una stagione disastrata con una società che gli ha taciuto limiti e difficoltà, ha fatto bene il suo lavoro e il gruppo lo segue, nessun giocatore si scaglia mai contro il tecnico. Ha i suoi pregi e i suoi difetti, gioca sempre con gli stessi con una rosa di 14-15 giocatori come impostazione, le coppe un po' gli danno noia per questo (sorride, ndr) ma per me sarebbe una garanzia di stabilità. Ora non abbiamo bisogno di scovare il genio che ci possa rilanciare ma dopo una stagione terrificante come questa, abbiamo bisogno di stabilità affidandoci ad uno che ci assicuri una certa posizione senza voli pindarici. E a chi mi oppone la vicenda Pioli per una similitudine con la scelta di Sarri, dico che la vicenda è irripetibile, una gestione fuori di senno e una squadra con la quale abbiamo provato a riproporre l'Inter, dando via tutti gli esterni che pur facendoci arrivare uno strappo di 30 metri lo facevano... Ci siamo fatti la festa da soli".
Su Fabio Grosso e Domenico Tedesco, altri due nomi papabili per la Fiorentina, come la pensi?
"Grosso naviga in questi campionati da diversi anni, ha avuto stagioni felici e stagioni di difficoltà. Teniamo conto che andiamo ad affrontare una stagione zero ma portandoci dietro il fardello di questa stagione di cui non sappiamo ancora il peso. Mi riferisco al fatto che avremo tanti prestiti che rientrano, avremo riscatti obbligatori che non avremmo esercitato senza l'obbligo, abbiamo giocatori che hanno richieste e su quello dovremo confrontarci sulla loro effettiva importanza perché molti di questi io li darei via. Perciò affidarmi ad un bravo allenatore come Grosso e Tedesco che hanno sì qualità ma che devono conoscere la piazza e avviare un dialogo con i giocatori e rapportarsi con una figura direttiva che inizia quest'anno a Firenze, li graveremmo troppo di responsabilità. Loro li vedrei meglio con una base rodato che deve essere migliorata in cui inserisco un tecnico in fase di crescita ed elementi che mi facciano fare il salto di qualità. Ma ora non siamo in questa situazione, non so che squadra potrò fare".
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