Memorial Beatrice, il figlio Alessandro: "Un'occasione per ricordare mio padre. Viola, sono ottimista"
In occasione della presentazione della 14ª edizione del Memorial Bruno Beatrice, Alessandro Beatrice (figlio dell'ex calciatore della Fiorentina) ha raccontato il significato che questa manifestazione continua ad avere per lui e per la sua famiglia. Dal ricordo del padre all'affetto di Firenze, fino a un commento sulla Fiorentina che sta prendendo forma in vista della prossima stagione.
Siamo arrivati alla 14ª edizione del Memorial Bruno Beatrice. Cosa rappresenta oggi questa manifestazione e quali sono le novità di quest'anno?
"Le novità sono sempre le stesse: mantenere l'impronta che abbiamo dato fin dalla prima edizione, nel 2013. Se oggi siamo arrivati alla quattordicesima significa che quella strada era quella giusta. Organizzarlo diventa sempre più difficile perché gli anni passano e i sentimenti aumentano. Un genitore lo ricordi ogni istante, ma avere un giorno dedicato a lui ha un significato speciale, soprattutto se si conosce il motivo per cui non c'è più. Oggi, però, non siamo qui per parlare delle cause della morte di Bruno, ma per ricordarlo. Voglio ringraziare le squadre che parteciperanno alla finale del 12 luglio a Coverciano, il direttore Francini per la disponibilità e il presidente della Rari Nantes Florentia per la splendida ospitalità. Per me è soprattutto un'occasione per stare tra amici, ricordare mio padre e continuare a scoprire chi fosse davvero. Io e mia sorella Claudia eravamo troppo piccoli per conoscerlo fino in fondo, quindi ogni racconto che riceviamo da ex compagni, tifosi o amici aggiunge un tassello al puzzle del mio cuore."
In questa giornata si percepisce ancora una volta il grande affetto di Firenze nei confronti di Bruno Beatrice. Che valore ha per te questo legame con la città?
"In un memorial normalmente non si dovrebbe sorridere, perché si ricorda una persona che non c'è più. Eppure oggi sorrido perché vedo gli ultras viola che hanno conosciuto Bruno e persone come il 'Punta', che nel 2017 fu tra i primi ad abbracciare questa iniziativa esponendo una gigantografia di mio padre. Se anche avessi avuto un minimo di rancore verso chi ha rovinato mio babbo, nei confronti di Firenze non ne potrei mai avere. Basti pensare che mia figlia si chiama Viola. L'amore per questa città c'è, è eterno e resterà per sempre."
Da tifoso viola, che impressione ti sta facendo la Fiorentina che si sta costruendo per la prossima stagione?
"Sono fiducioso. Come ho detto anche questa mattina, penso che la Fiorentina non farà sciocchezze. Sono convinto che il direttore Ferrari, che è una persona molto sanguigna anche se magari non lo dà a vedere, non voglia fare brutte figure, soprattutto nei confronti del presidente Commisso. Se anche quest'anno le cose dovessero andare male, significherebbe che c'è proprio la volontà di sbagliare. Io, invece, sono ottimista. L'abbonamento non lo faccio per scaramanzia, non l'ho mai fatto, ma in Curva Fiesole, anche se adesso è dall'altra parte dello stadio, ci vado sempre."
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