Colpi fatti prima delle uscite e super multa archiviata: la Fiorentina dà segnali di forza. Dragusin, quelle frasi infelici del procuratore e la retromarcia. Un sondaggio per Gil. E a proposito di Grosso nello spogliatoio…

Colpi fatti prima delle uscite e super multa archiviata: la Fiorentina dà segnali di forza. Dragusin, quelle frasi infelici del procuratore e la retromarcia. Un sondaggio per Gil. E a proposito di Grosso nello spogliatoio…
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Angelo Giorgetti

Dicono che solo il Mondo non rientri nelle cose che modestamente Paratici vorrebbe cambiare e nel frattempo la Fiorentina ribolle parecchio. L’operatività invia segnali seducenti. Cerchiamo però di restare vigili: seppure fin dall’inizio io stesso abbia alimentato speranza/fiducia per l’ex dirigente Juve (in percentuale 60 speranza e 40 fiducia) è cominciato il momento della verifica totale. E questo Paratici lo sa benissimo. E’ stato fra i protagonisti della salvezza, si è guadagnato tempo utile con una buona conferenza stampa, ha piazzato le prime mosse anche in società, ma solo dopo il lavoro vero sul campo e la fine del mercato potremo giudicarlo. Nervi saldi, niente santificazioni, vigilanza attiva dopo anni in cui abbiamo visto di tutto e il suo contrario.

Fin qui buone sensazioni, finanziariamente perfino migliori rispetto alle speranze (il che fa supporre che Paratici abbia in mente un articolato piano di dismissioni per far dimagrire una rosa extra large). Ma quello che più ispira è la libertà di azione, perché non era affatto scontato l’investimento di 15 milioni più 2 di bonus per un difensore di ventun anni come Viery,  fuori dal giro delle nazionali brasiliane. Il che, visto com’è andata a Vinicius & C. contro la Norvegia, potrebbe anche essere un vantaggio in prospettiva futura.

Al nuovo corso chiediamo la visione e la capacità di mettere gli occhi su giocatori che poi si avvicineranno alla gamma dei top, in anticipo rispetto agli altri proprio per il gusto di assaporare la competenza, l’organizzazione, la forza di uno scouting qualificato che individua talenti a prezzi che dimostrano quanto sei bravo, se ci arrivi prima. Si discosta da questo punto di vista la prima operazione: investimento obiettivamente altissimo per un difensore che fin qui ha giocato solo 16 partite nella serie A brasiliana.

E poi Dragusin, classe 2002, altro centrale difensivo, fermato per quasi tutto il 2025 nel Tottenham dalla rottura del legamento crociato: anche qui parliamo di un indiscusso talento e un investimento con obbligo di riscatto che fra prestito e saldo potrebbe avvicinarsi ai 20 milioni, con tutti i bonus. E il secondo segnale che Paratici surfa i limiti, il terzo è che come molti direttori sportivi torna sui suoi passi perché conosce anche umanamente i giocatori e la valutazione è completa: Paratici aveva portato Dragusin al Tottenham (via Genoa) e aveva cercato di convincerlo a trasferirsi a Firenze durante il mercato di gennaio, quando il procuratore Florin Manea affidò a un’intervista parole che ferirono i tifosi viola, essendoci di mezzo anche la corte della Roma: ‘Dragusin è un gladiatore e i gladiatori stanno bene a Roma. La Fiorentina? Non sarebbe la scelta giusta’. Invece ora sta per diventarlo e allora qualcosa deve essere cambiato. La credibilità del club? La maggior forza di Paratici? Entrambe le cose?

Sappiamo zero dell’incontro fra Paratici e la proprietà a New York, a parte le parole di circostanza che sono state rese pubbliche. Ci interessa in giusto, perché poi sono i fatti che devono parlare. E questi fatti per ora vanno tutti in una buona direzione dal punto di vista della solidità finanziaria degli investimenti e _ insisto _ della libertà di azione del suo capo del calcio.

Ci aggiungo un altro elemento, perché mi ha colpito parecchio: l’apparente disinvoltura con cui la Fiorentina ha accolto la notizia dei 6 milioni di multa decisa dall’Uefa per il mancato rispetto dei parametri finanziari nell’anno solare 2025. Premesso che in altri ambiti questo avrebbe probabilmente determinato ripercussioni dirigenziali superiori rispetto a quelle di un Ds che si è dimesso in ritardo, nonostante avesse manifestato al club il desiderio di lasciare alla fine della precedente stagione (cit),  la buona notizia sembra un’altra: Paratici ha margini operativi che non sono legati a un budget di mercato, ma come lui stesso ha spiegato alla più completa capacità di produrre utili da parte del club (insieme agli introiti che possono arrivare da un piazzamento nelle Coppe europee vere).

Due considerazioni finali, la prima di mercato: riferiscono di un sondaggio fatto per Bryan Gil, esterno d’attacco ex Tottenham che dopo un infortunio al legamento collaterale ha giocato nel Girona in Liga (29 presenze). Gil ha 25 anni e fu Paratici a portarlo in Premier, questo ovviamente aumenta la fondatezza del rumor. Vedremo, di sicuro il Ds viola ha anche altri profilo (Koleosho è uno di questi) e vorrà anche spaziare, a parte la pesca nella sua ex squadra che pochi mesi fa ha portato a Firenze Solomon.

Infine Grosso, che sarà presentato giovedì 9 luglio, esattamente 20 anni dopo la vittoria dell’Italia al Mondiale. Quella sera Grosso prese la rincorsa è calciò il rigore decisivo contro la Francia. E mica centrale: una fiammata proprio nel ‘sette’ alla sinistra di Barthez. Perciò di una cosa _ in attesa di vedere come metterà in campo la Fiorentina_ siamo sicuri: i giocatori lo ascolteranno quando parlerà negli spogliatoi.