COMMISSO, Un intervento hic et nunc, "qui e ora"

09.02.2024 14:12 di Tommaso Loreto Twitter:    vedi letture
COMMISSO, Un intervento hic et nunc, "qui e ora"
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2023 @fdlcom

Era lecito attendersi qualche risposta in più dal presidente Commisso, intervenuto questa mattina dagli Stati Uniti. Se la modalità di comunicazione resta la stessa degli ultimi tempi, senza possibilità di approfondimenti o ulteriori domande, le parole del patron sono d’inevitabile difesa del gruppo di lavoro (e la celebrazione del lavoro del tecnico sembra la miglior posizione possibile) oltre che degli investimenti (impossibili da discutere visti numeri e bilanci) ma non bastano a spiegare quale futuro questa proprietà immagina per la Fiorentina, nè tantomeno sono destinate a spegnere voci e rumors su una cessione del club tornata di recente sulla bocca di molti.

Certo, il riferimento all’anno del centenario del club, il 2026 sul quale incombono identiche incertezze anche in termini di stadio nonostante le recenti posizioni del Comune, regala un minimo arco temporale nel quale immaginare una crescita di squadra e società, ma è tra le pieghe di un mercato che non ha aiutato Italiano (al di là dell’endorsment odierno) o di scelte difficili da comprendere come la mancanza di un’alternativa a Gudmundsson che resta rumoroso il silenzio del presidente.

Perchè poi non è ben chiaro se in casa viola resista la convinzione di poter sfruttare un’annata particolare a prescindere dai rinforzi non arrivati, o perché al di là della soddisfazione di Commisso un arrivo di Belotti sia avvenuto solo con la formula del prestito, così come gli stessi interventi del dg Barone (la cui presenza odierna conferma un ruolo non in discussione) non hanno del tutto chiarito come le varie componenti contino di ripartire dopo il k.o. di Lecce visto che il riferimento a una gara col Frosinone che si sta preparando “abbastanza bene” non è passato inosservato (più o meno come inosservato non è suonato nemmeno il richiamo a vari proclami politici che, per la verità, erano già risuonati anche dentro il Viola Park). 

Insomma al netto di critiche rispedite al mittente e poco efficaci divisioni tra chi è chiamato a stringersi intorno alla squadra da buon tifoso e chi, invece, in virtù di determinate critiche viene considerato tifoso del fallimento viola (esercizi non nuovi nella comunicazione viola, nemmeno con la precedente proprietà) l’intervento di Commisso ha il suo valore in termini di presente, di qui e ora – hic et nunc, ma poco ha aggiunto sul prossimo e sull’immediato futuro.