Sabatini sul rapporto Grosso-Paratici: "Il tecnico veniva avvisato delle cessioni soltanto ad affare concluso"

Sabatini sul rapporto Grosso-Paratici: "Il tecnico veniva avvisato delle cessioni soltanto ad affare concluso"FirenzeViola.it
Oggi alle 22:20News
di Redazione FV

La Fiorentina è già finita al centro del dibattito dopo il turbolento avvio di stagione, culminato nel cambio in panchina tra Fabio Grosso e il ritorno di Paolo Vanoli. A intervenire sulla situazione viola è stato il giornalista Sandro Sabatini, che ai microfoni di Radio Sportiva ha espresso forti dubbi sia sulla costruzione della rosa sia sulle scelte della società.

Sabatini ha criticato soprattutto i criteri utilizzati dalla dirigenza durante il mercato estivo: "La Fiorentina è stata costruita un po' come una squadra da Fantacalcio: trovi giocatori che ti piacciono e li acquisti. Valdepenas costa uno e sa fare i cross... Però le squadre di calcio non si fanno in questo modo. Bisognava ripartire dalla struttura della formazione che si era salvata e che aveva fatto bene con Vanoli nella seconda parte della stagione. Si poteva anche scegliere di cambiare allenatore, ma era necessario partire da una situazione che nel girone di ritorno si era ormai stabilizzata".

Sul rapido addio di Grosso, l'opinionista ha raccontato anche alcuni retroscena relativi ai rapporti interni: "C'è chi dice che sia stata una decisione di Grosso, chi di Commisso e chi invece parla di una scarsa sintonia sul mercato tra Grosso e Paratici. Per quanto ne so, Grosso veniva informato delle cessioni dei giocatori soltanto quando le operazioni erano già praticamente concluse. Io non avrei cambiato Vanoli all'inizio: eventualmente lo avrei sostituito dopo 5 o 10 partite, giocandomi il cambio in corsa".

Infine, Sabatini ha analizzato anche alcuni dei nuovi acquisti e la scelta di cedere Moise Kean: "Ci siamo creati una serie di illusioni e devo dire che ci sono cascato anche io. Oulai, per esempio, è un doppione di Fagioli. Atta è un giocatore di valore, però nella sua carriera ha giocato venti partite sufficienti, dieci negative e cinque buone. E poi vendi Kean: al di là del suo atteggiamento, con chi lo sostituisci? I gol, comunque, li segnava, tra una canzone e l'altra".