PERINETTI, Lirola non era congeniale. Cistana? Leader

12.01.2021 14:30 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lady Radio
PERINETTI, Lirola non era congeniale. Cistana? Leader

Il dirigente sportivo Giorgio Perinetti ha commentato i temi di mercato in casa viola e non solo: "La situazione Covid ha congelato la situazione e non è facile muoversi così. La Fiorentina credo cerchi un esterno di difesa e un attaccante che sia più congeniale possibile a Vlahovic, su cui Prandelli punta molto".

Sono sbagliati certi acquisti viola o è l'ambiente il problema?
"Intanto cambiano allenatori e prospettive. Lirola era un giocatore caro a Montella, può darsi che per altri tecnici sia meno di riferimento. Ognuno ha le sue idee, anche Kouame ha certe caratteristiche, che magari non sono esattamente quelle che predilige Prandelli":

Si sta tornando economicamente a un calcio più saggio?
"Non è semplice ridurre le proprie rose abbondanti, è un problema che hanno tutti i direttori al momento".

Che ne pensa di Cistana?
"Sta recuperando, penso che tra quindici giorni tornerà penso a pieno organico nel Brescia. E' un leader nato, difensivamente parlando e merita palcoscenici importanti".

Come giudica il lavoro di Pradè?
"E' un amico, è sempre stato in club importanti e ho una grande considerazione di lui".

Quale può essere un attaccante da sposarsi tatticamente con Vlahovic?
"Ci sono tanti attaccanti in giro, si parla in generale di Pavoletti, Llorente, Cerri... Ma è tutto bloccato perché è difficile piazzare gli esumeri: quando si muoverà uno avverrà l'effetto domino. Se la Juve prende Scamacca, il Genoa prende un rincalzo e così magari parte tutto...".

Prandelli ha affermato di insistere su Kouame.
"I giocatori dovrebbero ricordare tutti che possono sempre migliorare, ricordo l'idolo di Firenze Ciccio Graziani che era un attaccante di sfondamento e poi è diventato un grande centrocampista con Eriksen con il lavoro quotidiano".

Un'accusa che viene fatta alla sua categoria è che sta mancando una classe dirigente.
"Nelle trattative di oggi, così complesse, servono esperti finanziari più che direttori. I presidenti sono molto più coinvolti di una volta. Oggi ci sono figure nuove, con molte più conoscenze generali rispetto a un classico direttore sportivo, da campo, che seguiva i giocatori andandoseli a vedere dal vivo che nelle piattaforme digitali".