POGGI A FV, VEDREI BENE INZAGHI A FIRENZE. ROCCO E DUNCAN LIMITATI DALLA BUROCRAZIA

12.03.2021 15:20 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
Fonte: Alessandro Di Nardo
POGGI A FV, VEDREI BENE INZAGHI A FIRENZE. ROCCO E DUNCAN LIMITATI DALLA BUROCRAZIA
FirenzeViola.it
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com

Firenze e Venezia, due città d’arte tra le più famose e visitate al mondo, accomunate anche da un filo rosso che lega il presente ed il futuro delle due società di calcio: tra futuro prossimo (la sfida dei viola al Benevento di Filippo Inzaghi, rilanciatosi come allenatore proprio nella laguna), quello più lontano (l’arrivo a giugno del centrocampista del Venezia Maleh a Firenze) ed un presente caratterizzato dalle difficoltà per le due proprietà americane di investire in Italia, abbiamo parlato con l’ex-attaccante e ora responsabile dell’area dell’area tecnica del Venezia Paolo Poggi, che in esclusiva a FirenzeViola.it  ha detto la sua sui temi che accomunano viola e arancioverdi:

Partiamo da Inzaghi: lei ci ha lavorato qualche anno fa a Venezia, come giudica i suoi progressi come allenatore? Alcune voci lo hanno accostato alla panchina viola, crede sia l’allenatore giusto per Firenze?
“Inzaghi è un allenatore molto competente: ha ottima preparazione, conoscenze e idee, queste sono la base per ogni allenatore. In più come mister è esattamente uguale al giocatore che ci ricordiamo, attento a qualsiasi dettaglio e motivato ogni giorno. Ho apprezzato umanamente molto la sua scelta di ripartire dal Venezia e dalla Lega Pro, quella scelta l’ha ripagato. Per me è un allenatore che puo’ mettersi in gioco in una realtà più ambiziosa come quella della Fiorentina. Credo che comunque a Benevento stia molto bene, lì gli hanno dato massima fiducia, è la condizione perfetta per rendere meglio. Sulla gara di domani c’è poco da dire: sarà una partita importante, non so se decisiva, certo è che per la Fiorentina è quel tipo di partita da temere visto che il Benevento è in linea con le aspettative, mentre i viola si ritrovano in una situazione non pronosticabile a inizio anno”.

Guardando al Venezia, da voi si sta mettendo in luce Maleh, che a giugno passerà alla Fiorentina: ci descriva che tipo di giocatore è e dove deve migliorare:
“Youssef è una mezz’ala che ha delle doti atletiche molto importanti, deve migliorare dal punto di vista tecnico: parliamoci chiaro, non è scarso, ma deve abbinare alle sue doti di corsa anche giocate di qualità che per giocare in A sono necessarie. Non so a chi potrei paragonarlo tra i giocatori in circolazione, è un calciatore con caratteristiche, soprattutto fisiche, difficili da trovare in altri suoi colleghi, ha una resistenza aerobica impressionante, corre con la stessa intensità per più di 90 minuti ed è molto aggressivo. Per affermarsi in Serie A deve imparare a fare gol, ma quest’anno con Zanetti sta facendo grandi progressi negli inserimenti in area”.

Infine sul tema proprietà: il Venezia, come la Fiorentina, è una delle diverse società italiane che hanno come proprietario un americano (ndr, il proprietario del Venezia è il newyorkese Duncan L. Niederauer ). Come si spiega questo interesse per il calcio italiano in America? Crede che gli investitori, viste le problematiche legate alla burocrazia italiana, si possano in futuro allontanare dal mercato italiano?
“Il mercato del calcio in Italia è appetibile perché ancora inespresso: da noi non siamo abituati a vedere il calcio come business, crediamo che si limiti tutto alla partita del week-end. Gli investitori americani stanno cercando invece di creare un mercato legato al brand di una squadra ed in questo portano grande innovazione all’interno del nostro mondo. Se poi, come è successo qui da noi, arriva un presidente che ama il calcio, il connubio è perfetto. Il problema della burocrazia e dei numerosi paletti messi alla costruzione di infrastrutture accomuna tutti: da noi la situazione è simile a quella di Firenze, ci sono da anni tanti progetti per centro sportivo e altre infrastrutture ma siamo sempre fermi. Gli imprenditori americani sanno che una buona società ha bisogno di infrastrutture all’avanguardia ed il pericolo che decidano di investire in posti dove è più facile e veloce progettare c’è. Mi auguro che con gli anni ci evolveremo come società e capiremo l’importanza di rinnovarci”.