LUCCHESI A FV: "ECCO CHE COSA INTENDEVO SU VLAHOVIC-JUVE"

25.11.2021 10:00 di Niccolò Santi Twitter:    vedi letture
LUCCHESI A FV: "ECCO CHE COSA INTENDEVO SU VLAHOVIC-JUVE"
FirenzeViola.it
© foto di Federico Gaetano

Nella giornata di ieri Fabrizio Lucchesi, ex dirigente gigliato, ha espresso il proprio parere a Tuttosport circa la situazione di Dusan Vlahovic, sbilanciandosi su un possibile trasferimento del serbo alla Juventus già nel mercato di gennaio. “Intendevo dare solo un giudizio da osservatore esterno, da persona che conosce le dinamiche di questo mondo - chiarisce in esclusiva a FirenzeViola.it - A mio parere la candidata maggiore è la squadra bianconera, tutto qui”.

Quindi, secondo lei, Vlahovic quando se ne andrà via?
“Se a gennaio o a giugno, in particolare, sono cose che non mi competono, credo però che l'obiettivo sia uno: monetizzare. La possibile destinazione dell’attaccante è legata a dove la Fiorentina capitalizzerà al meglio questa ipotesi di uscita”.

L’ha sorpresa il dietrofront estivo del serbo sul rinnovo?
“Io pensavo che avessero un accordo di massima, almeno stando alle dichiarazioni iniziali da entrambe le parti, invece c’è stato questo fulmine a ciel sereno. Ovviamente la scelta dell’attaccante di non prolungare il contratto ha indebolito il club, che altrimenti avrebbe cercato di venderlo subito a giugno 2021”.

Per chi opterebbe tra i chiacchierati Berardi e Ikoné?
“Non lo so. Ripeto: sono dinamiche che riguardano la società, la quale si starà attrezzando come meglio crede”.

Quanto alla squadra, le sta piacendo il percorso di Italiano?
“Sì, molto. La Fiorentina sta rispondendo alle aspettative che sono nel suo DNA e che, dopo le stagioni precedenti, erano auspicabili. Fa piacere che il lavoro venuto fuori sia così buono”.

Sabato, contro il “suo” Empoli, che partita si aspetta?
“Beh, mi aspetta un incontro emozionante. Anche perché la gara contro i “cugini” è sempre bella: l’ho vissuta in prima persona e ai miei tempi, con l’Empoli da poco in A, era un sogno sfidare la Fiorentina. Ma, tutto sommato, lo è ancora oggi anche se gli azzurri hanno più “dimestichezza” con la massima serie”.