LAKTI A FV, MOMENTO DURO MA NE USCIREMO. VIOLA, CI SONO. VLAHOVIC, QUANTO VELENO. E SU KUMBULLA VI DICO CHE...

25.03.2020 18:20 di Andrea Giannattasio Twitter:    Vedi letture
Fonte: dalla nostra diretta Instagram su @firenzeviola_it
© foto di Giacomo Morini
LAKTI A FV, MOMENTO DURO MA NE USCIREMO. VIOLA, CI SONO. VLAHOVIC, QUANTO VELENO. E SU KUMBULLA VI DICO CHE...

Erald Lakti sta vivendo la sua quarantena da solo, nella sua casa di Gubbio sulla quale si è depositata un bel po’ di neve nelle ultime 24 ore. Attorno a lui solo il silenzio, il soffio del vento gelido e tanta nostalgia del campo da gioco: “Sto bene, non mi lamento. Ieri e stamattina ha nevicato e adesso fa un gran bel freddo…” racconta il centrocampista albanese di proprietà della Fiorentina, nel corso della diretta Instagram andata in scena questo pomeriggio sulla pagina di Firenzeviola.it. “Il periodo è duro per tutti ma mi sto abituando facendo tutti i giorni le solite cose: mi sveglio, mi alleno in casa, gioco con i miei amici online e la sera vedo qualche film. Pero devo ammettere che il campo e lo spogliatoio un po’ cominciano a mancare…”

La sua famiglia è a Prato, distante 200 km da lei…
“Sì, purtroppo non sono riuscito a tonare a casa per colpa della pandemia del Coronavirus: un po’ dispiace ma per fortuna sento ogni giorno i familiari e la nostalgia un po’ rallenta. Speriamo finisca il prima possibile questo momentaccio”.

Intanto però è diventato un mago dei palleggi con la carta igienica…
“Ha visto? Sì ho fatto dei progressi in questi giorni: è una challenge alla quale ho deciso di partecipare anche io e che mi diverte molto. Ma posso ancora migliorare”.

Parliamo della sua avventura svolta fin qui a Gubbio: si ritiene soddisfatto?
“Mi sto trovando davvero molto bene, ho avuto la fortuna di avere fin da subito spazio sia con mister Guidi, che mi ha impiegato prevalentemente da terzino, sia con il nuovo tecnico Torrente che mi ha spostato nel mio classico ruolo di mediano. Da inizio 2020 siamo partiti benissimo perché siamo incappati in una sola sconfitta e se finisse il campionato oggi saremmo salvi”.

Come si è mosso il mondo del calcio in occasione di questa pandemia?
“Lo stop ora è stato giusto ma adesso spetta valutare ai medici e agli scienziati valutare se è giusto andare avanti con questa stagione oppure annullare tutto. Non dipende da noi.  Sarà importante vedere cosa accadrà nel mese di aprile, se cioè ci saranno ancora tanti contagi: se la situazione dovesse migliorare perché non finirla? Anche se ci tendo a dire che la cosa che viene davanti a tutto è la salute dei cittadini italiani e di tutto il mondo”.

Quanto ha paura di essere contagiato?
“Un po’ non nascondo che lo sono: quando vado a fare la spesa indosso sempre la mascherina e i guanti per prevenire ogni rischio”.

Quanto le manca Firenze?
“Tanto, per questo spero di tornare il prima possibile: mi manca tutto, dai posti alle persone che ho imparato a conoscere vivendoci tutta la mia vita.  Sento ogni giorno i miei amici di lì”.

Undici anni nel settore giovanile viola non sono uno scherzo: ci dice i momenti migliori e peggiori?
“Dai Pulcini alla Primavera è un be, viaggio… diciamo che il ricordo più brutto che mi porterò sempre nel cuore è la tragica scomparsa del capitano Astori, che mi impressionò in modo particolare. Il più bello è stato certamente il trionfo in Coppa Italia dello scorso anno: sollevare il trofeo per primo davanti agli occhi di tutta l’Italia fu strepitoso”.

Con quanti dei suoi ex compagni si sente ancora?
“Con Meli sempre, visto che giochiamo insieme, ma sono spesso in contatto anche con Ghidotti e Ferrarini, coi quali mi tengo aggiornato anche su quelli che a suo tempo erano i risultati delle loro squadre”.

Lei è nato in Italia ma ha scelto di vestire la maglia della Nazionale dell’Albania: in cosa si sente più italiano e in cosa più albanese?
“Coi miei genitori parlo sempre in albanese: per valori e tradizioni mi sento molto più simile al Paese dove sono nati loro. Per il resto però sono in tutti gli aspetti italiano. Diciamo però che preferisco definirmi italo-albanese”.

Lei ha avuto anche l’opportunità di giocare con Kumbulla: si aspettava questa esplosione all’Hellas?
“Con Marash ho giocato due anni nell’Under-19 albanese e notai subito che aveva personalità ed era forte. Sono sincero, un po’ mi aspettavo che avrebbe potuto affermarsi in A ma non certo così in fretta. Se lo consiglio alla Fiorentina? Eccome! A Firenze oltretutto si troverebbe bene sicuramente”.

Che ricordi ha della sua estate con la prima squadra?
“Appena mi hanno chiamato per il ritiro di Moena ero felicissimo, ho avvisato tutti da quanto non stavo più nella pelle. Anche la tournée in America è stata spettacolare: non mi pareva vero affrontare il mio idolo di sempre Xhacha, con cui mi sono scambiato la maglia al termine dell’amichevole con l’Arsenal”.

Tra i protagonisti di quella tournée ci fu Vlahovic, ora alle prese con il Covid-19: lo ha sentito?
“Sì, per fortuna adesso sta bene, ha avuto solo una febbre alta ma ora è migliorato. Fin da quando lo scorso anno iniziò a giocare in Primavera si vedeva che era un gigante buono ma con dentro tanto veleno. C’è poco da fare, Dusan è di un’altra categoria e ora in Serie A sta facendo vedere di cose è capace”.

Come vede la Fiorentina quest’anno?
“Con l’arrivo di Iachini ha acquisto maggiore compattezza: ha la grinta che forse prima le era mancata, si vede che ora ha molta più voglia di far risultato. Se il campionato dovesse riprendere, spero che possa fare altre buone partite come quelle di questo 2020”.

Dall’anno prossimo ci sarà Amrabat: le piace?
“Eccome, è un buon giocatore, unisce fisicità e tecnica e quanto corre. Di certo per i viola è un buon acquisto”.

Dove si vede ai nastri di partenza della stagione 2020/21?
“Non saprei, è difficile da dire in un momento come questo. Di certo spero di poter trovare una grande piazza, magari rimanendo proprio a Firenze”.

Be’ con Iachini, che come lei è supergrintoso, sarebbe già avvantaggiato..
“Non sarebbe male giocare con Pulgar o Castrovilli. Spero di piacere al mister per il mio carattere allora...”

Chiudiamo con un consiglio ai tifosi: come devono passare la loro quarantena?
“Dico a tutti di allenarsi e di svolgere più allenamenti possibili. Per sfruttare il loro tempo, possono anche scaricarsi un gioco sul telefono: in questi giorni io mi sto “flippando” molto con un gioco che si chiama Ludoking. Sto diventando abbastanza bravo…”