GRAZIANI A FV, BELOTTI È UN TITOLARE E COSTA ALMENO 50 MILIONI: CON LUI VIA CUTRONE

16.05.2020 00:00 di Dimitri Conti Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
GRAZIANI A FV, BELOTTI È UN TITOLARE E COSTA ALMENO 50 MILIONI: CON LUI VIA CUTRONE

Di recente è tornato in voga il nome di Andrea Belotti in orbita Fiorentina, e per commentare le prospettive di un ipotetico affare con il Torino, a poche ore di distanza dalle celebrazioni per i 110 anni della Nazionale italiana, FirenzeViola.it ha contattato in esclusiva l'ex attaccante ed allenatore Francesco Graziani, per tutti Ciccio: "Sarebbe un acquisto straordinario, ma per portarlo via dal Torino c'è da pensare ad un grosso investimento. Secondo me servono almeno 50-60 milioni, anche perché hai a che fare con una società che non vuole mettere sul mercato il giocatore. Alla Fiorentina i soldi non mancano ma non mi sembra questo il momento di certi colpi".

Come affiancarlo a Vlahovic? Potrebbero coesistere?
"Belotti se arriva fa il titolare, magari anche insieme a Vlahovic: i buoni giocatori sanno sempre come giocare assieme. A quel punto però non prendi più Cutrone, cedi l'obbligo di riscatto a qualcun altro".

In rosa, poi, c'è pure Kouame...
"Se arriva un altro attaccante, sicuramente Cutrone va via. Non avrebbe spazio. Prima dell'infortunio Kouame stava facendo molto bene".

Per tornare a nomi di mercato accostati dal Toro, che ne pensa dell'interesse per Baselli?
"Anche questo mi sembra un nome difficile, uno di quelli buttati lì. Se si riprende sarà un mercato molto ridimensionato, saranno soprattutto scambi".

A Chiesa cosa consiglierebbe allora?
"Io gli direi di rimanere ancora un anno alla Fiorentina, anche perché questa stagione per Federico è stata strana, non troppo buona. Credo che la Fiorentina aspetti i grandi club europei, quelli che possono portare tanti soldi, non vogliono le contropartite".

In conclusione, nei giorni del 110° compleanno della Nazionale italiana, qual è il ricordo più bello di Graziani in azzurro?
"Dicembre '74, la prima convocazione. Andai in panchina contro la Bulgaria, anche se non giocai. L'esordio fu poi nell'aprile del '75 con la Polonia. Essere riuscito ad approdare in azzurro fu una soddisfazione enorme, e poi c'è stato un percorso lungo tanti anni. In tutte le grandi manifestazioni tra l'altro sono arrivato in finale".

Quella del 1982 per lei purtroppo durò poco. Più l'amarezza o la felicità dopo?
"Sai, lì per lì ero deluso. Poi però ho visto la faccia di Antognoni (assente per infortunio, ndr) che rideva e mi sono detto che se lui stava così, io non potevo arrabbiarmi. Anche se, ogni tanto ne parliamo ancora, è ancora incazzato perché nella foto-ricordo ufficiale del Mondiale c'è Bergomi e non lui".