EX DS PESCARA A FV, TORREIRA, CHE COLPO PER I VIOLA. MA PER L'EUROPA TI SERVE UNA PUNTA

07.08.2020 13:00 di Andrea Giannattasio Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
EX DS PESCARA A FV, TORREIRA, CHE COLPO PER I VIOLA. MA PER L'EUROPA TI SERVE UNA PUNTA

La Fiorentina sembra avere individuato l’identikit ideale del centrocampista che, assieme a Castrovilli ed Amrabat, comporrà la mediana in vista della prossima stagione. Un regista tuttofare che abbia nelle corde anche il gol e che sappia distribuire al meglio quantità e qualità. In tal senso il nome che sembra in cima alla lista della squadra mercato viola è quello di Lucas Torreira, talento uruguaiano in uscita dall’Arsenal che da tempo sogna di tornare in Italia, dove ha saputo fare ottime cose con Pescara (il club che lo ha portato nel grande calcio) e Sampdoria. Per capire di che tipo di giocatore si tratti, Firenzeviola.it ha chiesto un parere all’ex ds del Delfino Giuseppe Pavone (attualmente dg della Cavese) che per primo nel 2014 ha portato Torreira in Europa dal Montevideo Wanderers.

Direttore, che innanzi tutto che ricordo ha del “suo” Torreira?
“Sotto il lato umano parliamo di un gran bravo ragazzo, un lavoratore instancabile che non si tira mai indietro. Sul piano tecnico poi è davvero fantastico perché è un regista moderno, un giocatore che sa dare equilibrio e movimenti a tutto il reparto ma all’occorrenza sa fare anche gol. Sarei davvero contento che tornasse in Italia. Per la Fiorentina sarebbe di certo un grande acquisto”.

In cosa pensa sia migliorato in questi anni, passando prima alla Samp e poi all’Arsenal?
“Quando nel 2014 arrivò da noi era ancora un bambino, tant’è che il primo anno lo mandammo a giocare con la Primavera di Oddo. Già dall’anno dopo però si impose bene coi grandi e dimostrò tutto il suo valore. Adesso parliamo di un uomo, un calciatore consapevole della sua forza e maturo, abituato a grandi palcoscenici. Non avrebbe problemi a tornare in Italia: come tutti gli uruguagi, saprebbe subito ritrovare confidenza con il nostro calcio”.

Da dove nasce questa sua bravura tattica?
“Dalle tante evoluzioni che ha avuto in carriera: Torreira nasca come trequartista alla Pirlo ma poi con gli anni si è consacrato come regista. Del trequarti ha mantenuto la visione di gioco della palla in verticale e il gol, mentre col tempo ha acquisito i tempi del metodista. Posso affermare che a giro ci siano pochi centrocampisti completi come lui”.

Come le sembrerebbe una linea mediana con lui, Amrabat e Castrovilli?
“Perfetta, tatticamente ottima: sarà sicuramente un centrocampo che imporrà gioco. Ricordatevi che Torreira non è alto ma è cattivo nell’uno contro uno, nella fase di non possesso non te le manda certo a dire: è determinato nel tackle”.

È un centrocampo per una squadra che vuole puntare all’Europa?
“Non glielo saprei dire perché penso che alla Fiorentina, oltre a Torreira, serva altro per puntare alle zone alte della classifica. A cominciare da una prima punta alla Batistuta: questo penso che serva più di ogni altra cosa ai viola. La squadra di Iachini è piena di esterni e mezze punte: alla Fiorentina serve un bomber vero”.