D. ROSSI A FV, RANIERI È UNA GARANZIA, PRANDELLI NON UN TRAGHETTATORE. I POCHI GOL...

12.02.2021 21:00 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
Fonte: Alessandro Di Nardo
D. ROSSI A FV, RANIERI È UNA GARANZIA, PRANDELLI NON UN TRAGHETTATORE. I POCHI GOL...
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca

Domenica a Marassi si sfidano due tra gli allenatori più esperti del campionato: Claudio Ranieri (69 anni) e Cesare Prandelli (63 anni) si incrociano per la nona volta da allenatori (negli 8 precedenti 4 vittorie per l’allenatore romano, tre pareggi ed un successo per il tecnico di Orzinuovi).  Per parlare di due mostri sacri della panchina e dei temi caldi in casa viola noi di FirenzeViola.it abbiamo contattato un esperto del mestiere, Delio Rossi, 378 presenze da allenatore in A con 8 squadre diverse, tra cui proprio Sampdoria e Fiorentina.

Un'opinione sulle sue due ex-squadre e su due allenatori che conosce bene: come giudica la stagione di Fiorentina e Samp?
"Per analizzare questa stagione dobbiamo partire da una premessa necessaria: data la situazione legata alla pandemia quello di quest’anno, così come la fine di quello scorso, è un campionato anomalo. Ogni settimana vediamo dei risultati sorprendenti: ne è un esempio l’Atalanta, che rifila tre reti al Milan, pochi giorni dopo pareggia con Udinese e Torino, poi vince di nuovo col Napoli. E l’andamento altalenante vale per quasi tutte le squadre, anche Samp e Fiorentina. A differenza della Samp, la Fiorenina, anche per il blasone della squadra, non è partita con la salvezza come obbiettivo. I viola sono partiti male, hanno cambiato allenatore e adesso con Prandelli stanno rincorrendo in classifica. Credo che nessuno, né società né tifosi, si aspettasse di essere in questa situazione a febbraio. Penso però che le difficoltà siano occasioni preziose di crescita e che la Fiorentina ne possa uscire più forte. La Samp invece era conscia di quello che doveva fare e per ora sta rispettando le aspettative. Ranieri in questo è sempre una garanzia di gioco e risultati".

E su, Prandelli? Crede che, anche in ottica futura, possa essere l’uomo giusto per ripartire a giugno?
“Sicuramente conosce l’ambiente e sarà motivato a mille, Firenze è il posto dove ha fatto meglio in carriera. Per i piani a lungo termine deve avere la fiducia della società, non conosco i dirigenti che ci sono ora, ma sono convinto che non abbiano preso Prandelli per fare solo il traghettatore”.

Uno dei maggiori problemi dei viola è trovare la via del gol, pensa che sia legato alle qualità degli attaccanti a disposizione?
"Non credo sia un problema di qualità: l’attacco della Fiorentina come valore dei giocatori non è inferiore a tante squadre che la precedono. Certo, non c'è un Batistuta della situazione, o per dire qualche nome contemporaneo, un Ronaldo o Lukaku, insomma qualcuno che faccia la differenza da solo. Un fuoriclasse c’è, Ribery; ma il francese non è un terminale offensivo, poche volte è andato in doppia-cifra durante la sua carriera. Non ho mai avuto grandi campioni in attacco, ma penso che la difficoltà nel segnare non dipenda dai singoli ma dalla qualità e dalla mole di gioco: se in una partita arrivi due volte a tirare è probabile che non segni. Se ci arrivi dieci volte, un gol bene o male lo fai... ".

In chiusura, Rossi ha ricordato con affetto l’esperienza di Firenze: 6 mesi  (a cavallo tra il 2011 ed il 2012) iniziati in corsa dopo l’esonero di Mihaijlovic e terminati in modo burrascoso con l’episodio del battibecco con Ljiaic, nel mezzo una salvezza conquistata ed un legame creato con i tifosi che tutt’oggi resiste:“Io posso solo ringraziare la società e la piazza di Firenze, mi sono trovato in una situazione non facile quando sono arrivato. Dopo un girone di ritorno complicato avevo comunque portato a termine il mio compito, alla fine però è successo quello che è successo. Ma l’affetto che provo per i fiorentini è intatto: ogni volta che sono tornato, sia da avversario che da turista, mi hanno trattato in maniera rispettosa e appassionata”.