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Meluso: "Paratici al posto di Pradè è stato un upgrade. Jimenez in viola può esplodere"

Meluso: "Paratici al posto di Pradè è stato un upgrade. Jimenez in viola può esplodere"FirenzeViola.it
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Oggi alle 13:40Copertina
di Lorenzo Della Giovampaola

L'ex direttore sportivo, tra le altre di Spezia e NapoliMauro Meluso è intervenuto ai microfoni di Radio FirenzeViola durante "Viola amore mio" per analizzare le tematiche d'attualità di casa Fiorentina. Queste le sue parole: "La Fiorentina era la squadra di Serie A che aveva più bisogno di acquisti, oltre che quella che aveva bisogno di uno come Paratici, non che Pradé non fosse all'altezza, ma è stato fatto un upgrade. La nostra Serie A è in grave crisi economica, se non si adotteranno misure urgenti secondo me la direzione che il calcio ha preso è con un grosso punto interrogativo. La Fiorentina sta facendo giuste valutazioni. Andare su Atta e Dragusin è un'ottima cosa. Purtroppo le altre squadre di Serie A non stanno facendo lo stesso visto che per dire Palestra è andato all'estero".

Avere carta bianca per Paratici è una grande opportunità, che ne pensa? "Io credo che Paratici prima di accettare l'incarico alla Fiorentina abbia avuto rassicurazioni sul ruolo e sugli investimenti da fare. Credo che lui abbia fatto un ragionamento in funzione anche dell'avere un ruolo che va oltre a quello di direttore sportivo. Lo vedo come un amministratore delegato che sta ristrutturando un club, un'azienda particolare come il calcio. Detto poi di Atta e Dragusin, mi sembra che Jimenez sia un giocatore che in Italia possa esplodere definitivamente. Non conosco invece Viery. Se verrà risolta anche la questione Kean vedo una Fiorentina che deve lottare per i primi quattro posti".

Ancora sul salto di qualità fatto con Paratici: "Io ho stima profonda per Pradé ma la sterzata che ha dato Paratici è evidente. È un cambio di direzione significativo che in questi anni non avevo mai notato e questo va attribuito alle competenze di Paratici".

Sulla strategia di acquistare prima di vendere: "C'è da dire che chi è arrivato lo scorso anno non è un brocco, i giocatori che ci sono avranno valutazioni e estimatori. Le operazioni che ha fatto Paratici sono prestiti con obbligo o diritti che spostano il discorso finanziario all'anno prossimo. L'ho fatto anche io allo Spezia. Quando economicamente non hai grandi risorse provi a portare a casa il risultato tecnico usando formule del genere".

Cosa ne pensa della formula con cui è stato preso Atta? "Si fanno accordi del genere per ridurre il rischio economico, non ovviamente quello tecnico, si spalmano i costi nel tempo. Se per dire oggi i viola pagano dieci per poi pagare tra un anno venti il rischio è dimezzato. Il calcio ha una regola, non è una scienza esatta ma ha una logica, e lo scorso anno nonostante tutti in estate fossero contenti qualcosa è andato storto. Ogni stagione poi ha le sue dinamiche".

Che colpo ha fatto la Fiorentina con Jimenez? "Per me un grande colpo, è un giocatore che è padrone della fascia, ha forza fisica e si adatterà facilmente al calcio italiano, nonostante al Milan non abbia avuto risultati eccellenti. Forse Grosso avrà bisogno di lavorarlo a livello tattico ma imparerà facilmente. L'adattamento di chi viene dall'estero non è mai da dare per scontato".

Si aspettava che la Fiorentina affidasse a Andreazzoli la Primavera? "Parliamo di un grande professionista, è uno di quelli allenatori che adoro. È uno di livello altissimo che non può che insegnare calcio ai giovani. Serviva uno come lui".

Come giudica la scelta viola di puntare su un tecnico emergente come Grosso? "Grosso ha meritato la piazza di Firenze, che è un passo in avanti di carriera. Paratici è andato su una certezza che è anche quella di un giovane. Società invece come il Napoli per dire con Allegri vanno più sul sicuro".