Un gol alla Messi e una nuova connessione: il Mastantuono in viola ha già superato quello al Real
"Cos'ha il ragazzo? Non si fa più vedere". Le prime righe della canzone postata da Franco Mastantuono dopo Sassuolo-Fiorentina sono di Rocks Off, canzone degli anni '70 dei Rolling Stones. Ai tempi i suoi genitori erano a malapena nati ma lui, animo rocker fuori dallo spirito del tempo, ha deciso di festeggiare così il ritorno al gol dopo oltre un mese e mezzo. Gli ultimi (arrivarono a grappoli, con la tripletta a Venezia) coincidevano con l'ultima vittoria viola in campionato. E rieccoci, Masta-gol e tre punti per la banda di Paolo Vanoli.
A tutto Franco
Tornando alle barre di quella canzone, il ragazzo ieri si è fatto vedere eccome: Franco da Azul è stato protagonista dell'ennesima prestazione a tutto tondo, fatta di strappi continui, uno contro uno senza soluzione di continuità, tre grosse occasioni, sulle prime due solo due deviazioni gli impediscono di festeggiare prima il gol (sulla seconda è bravissimo Turati dopo un assolo palla al piede dell'argentino degno di Keith Richards alla chitarra). In mezzo a tutto questo ci sono anche gli errori, svariati, errori di concetto, di egoismo, ma soprattutto di mancanza di alternative. Non c'è spazio per le critiche per un giocatore del genere: lo ripetiamo, trovateci una squadra di Serie A che delega quasi completamente la sua fase offensiva a un singolo (per giunta, con diciannove anni appena compiuti). Mastantuono sbaglia tanto perché fa tanto, è chiamato anche a un grande sforzo di quantità, di corse all'impazzata all'indietro. Sopra a tutto questo 'popo'' di roba, la ciliegina e l'espediente che gli risparmia quelli che sarebbero stati i soliti eccessivi mugugni, la stilettata con cui al minuto settantotto buca Turati.
Looks Like
Torniamo indietro di qualche mese, 22 giugno 2026, Medina a Messi (con l'aggiunta del velo di Almada), è l'1-0 dell'Argentina contro l'Austria nella seconda gara del Mondiale per gli Albiceleste. Ieri sera un copia e incolla, perché la posizione da cui riceve, prima ancora il movimento a trovare quella mattonella, e il sinistro arrotato in buca d'angolo sono una citazione del più grande.
L'assist al Mapei è arrivato da Pedro Gonçalves, uno dei pochi che riesce a maneggiare lo stesso spartito del numero trenta, e non è un caso che il gol sia arrivato da questa combinazione. Dall'asse Pedro-Franco Paolo Vanoli può costruire tantissimo, può innanzitutto sgravare il classe 2007 da tanti compiti di prima costruzione. Intanto i primi due mesi in Italia dell'argentino sono notevoli: primo per dribbling tentati e tiri tentati in campionato e 4 reti (già di più di quanti fatti nell'intera stagione scorsa al Real). Difficile chiedere qualcosa di più a un diciannovenne, ma se il contesto attorno a lui crescerà potremo vedere una sua versione migliore, più da rifinitore e stoccatore, come intravisto ieri al Mapei.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 2/07 del 30/01/2007
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
© 2026 firenzeviola.it - Tutti i diritti riservati
