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De Gea, il capitano che indica la rotta: la Fiorentina riparte dal suo leader

De Gea, il capitano che indica la rotta: la Fiorentina riparte dal suo leaderFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 15:00Copertina
di Andrea Giannattasio
fonte dal nostro inviato a Londra (Regno Unito)
Con Grosso resta il punto fermo dello spogliatoio: dopo il ko col QPR ci ha messo la faccia e ha richiamato tutti alle responsabilità del Centenario

In un'estate in cui alla Fiorentina è cambiato (e può ancora cambiare) quasi tutto, c'è una scelta che vale più di tante altre. Fabio Grosso, dopo nemmeno due settimane di lavoro, ha deciso di ripartire da David De Gea, confermandolo capitano della squadra. Un'investitura che tutt'altro che scontata. Le tante voci di mercato che hanno accompagnato il portiere nelle ultime settimane, unite alla volontà dell'area tecnica di rinnovare profondamente uno spogliatoio reduce dalla difficile scorsa stagione, avrebbero potuto portare verso altre soluzioni. E invece no. La fascia è rimasta sul braccio dello spagnolo, perché oggi più che mai rappresenta il volto dell'affidabilità e della leadership. Una scelta che il numero uno viola ha immediatamente ripagato, prendendosi la responsabilità di parlare dopo il 3-2 incassato contro il QPR: nessun alibi, ma la consapevolezza che servirà crescere in fretta e alzare il livello se la Fiorentina vuole essere all'altezza delle proprie ambizioni.

Dall'Europa alla paura

Non è quindi un caso che sia stato proprio De Gea a prendere la parola. Più di chiunque altro, infatti, il portiere ha vissuto gli estremi dell'era recente viola. Da una parte il sesto posto e i 65 punti conquistati nel suo primo anno italiano, dall'altra la stagione più complicata, quella in cui la Fiorentina si è ritrovata a lottare per evitare una clamorosa retrocessione. È stato proprio in quel momento che gli è stata affidata la fascia di capitano, con l'obiettivo di trasmettere serenità ed esperienza a un gruppo in difficoltà. Da allora De Gea non ha mai smesso di comportarsi da leader, dentro e fuori dal campo. Per questo le sue parole dopo la prima amichevole inglese pesano più del risultato stesso: arrivano da chi sa perfettamente quanto sia sottile il confine tra entusiasmo e delusione e quanto sia necessario cambiare passo prima che sia troppo tardi.

Il richiamo al Centenario

C'è poi un dettaglio che racconta meglio di ogni altro il nuovo ruolo di De Gea. Nessuno, tra la stampa presente ieri a Loftus Road, gli aveva chiesto del Centenario, eppure è stato lui stesso a tirare fuori l'argomento, ricordando il valore della stagione che la Fiorentina si appresta a vivere e le responsabilità che ne derivano. Un messaggio rivolto tanto compagni quanto all'ambiente: la maglia viola impone di pretendere di più da se stessi. In un cantiere ancora aperto, come ha confermato anche la sconfitta di ieri, la Fiorentina ha bisogno di certezze. E oggi la più importante non riguarda un modulo o un acquisto di mercato, ma un uomo. Quello con (ancora) la fascia di capitano al braccio.