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Viola, il risultato conta poco: ma a Londra si è vista una squadra ancora tutta da costruire

Viola, il risultato conta poco: ma a Londra si è vista una squadra ancora tutta da costruire
Il 3-2 contro il QPR pesa meno delle indicazioni arrivate dal campo: condizione fisica da migliorare e meccanismi offensivi ancora acerbi

Più del ko per 3-2 contro il QPR, nel primo appuntamento della tournée inglese, a far riflettere è stata la fotografia complessiva offerta dalla Fiorentina. A poche settimane dall'esordio in campionato, la squadra di Grosso è infatti apparsa ancora lontana dalla propria fisionomia definitiva. Da una parte ha certamente inciso una preparazione inevitabilmente meno avanzata rispetto agli inglesi, che hanno iniziato il lavoro due settimane prima; dall'altra è emersa un'identità di gioco, soprattutto nella metà campo offensiva, ancora tutta da definire. Le assenze sugli esterni hanno obbligato il tecnico a reinventare ancora una volta gli interpreti, con Jimenez e Gudmundsson adattati sulle fasce e Brescianini arretrato nel ruolo di terzino sinistro. Soluzioni dettate dalla necessità che hanno inevitabilmente limitato qualità e continuità della manovra.

Tra luci e ombre, la difesa convince a metà

Se qualcosa di positivo si è intravisto nella fase di costruzione dal basso, non sono mancate le sbavature difensive. Viery ha trasmesso solidità e personalità, confermando buone sensazioni, mentre Dodo e Dragusin sono finiti tra i protagonisti in negativo: il brasiliano ha provocato il rigore trasformato da Madsen mentre il centrale rumeno si è fatto sorprendere nell'azione che ha portato al raddoppio di Kemper allo scadere della prima frazione. In avanti, invece, la Fiorentina ha prodotto poco, eccezion fatta per la bella azione che ha portato al gol di Atta, nato dall'iniziativa di Jimenez e finalizzato dal francese sulla respinta del portiere. Per il resto è riaffiorata una soluzione già vista nella passata stagione: cercare Kean con lanci diretti. Il centravanti, però, ha ricevuto pochi palloni giocabili e ha confermato di essere ancora distante dalla migliore condizione.

Oulai convince, ma il lavoro è appena iniziato

Tra gli spunti più interessanti della serata londinese c'è senza dubbio la prova di Oulai. Impiegato davanti alla difesa, l'ivoriano ha mostrato personalità nella gestione del possesso e si è spesso proposto come riferimento per far ripartire l'azione nei momenti di difficoltà. Più del risultato, è rimasto dunque il messaggio lasciato dal campo: la Fiorentina è ancora un cantiere aperto e serviranno tempo e (tanto) mercato per completarne la costruzione.