IL 1° GOL DI BAGGIO, SCUDETTO AL NAPOLI

10.05.2012 01:43 di Stefano Borgi   Vedi letture
foto di Stefano Borgi
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© foto di Firenze Viola

Uno è stato il più grande di tutti, l'altro... quasi. Uno ha vinto un mondiale da solo, l'altro... quasi. Uno è stato l'idolo incontrastato di una città, di un popolo, di una nazione, l'altro anche... se fosse rimasto a Firenze, se non fosse andato alla Juventus. E invece preferì lasciarci, diventando (semplicemente) uno dei più grandi giocatori della storia del calcio. Entrambi si incontrarono per la prima volta al San Paolo di Napoli, il 10 maggio 1987, esattamente 25 anni fa. Romanticamente potremmo definirle le loro "nozze d'argento" con la storia: 25 anni dal primo gol in maglia viola per Roberto Baggio, 25 anni dal primo scudetto da napoletano per Diego Armando Maradona. A suo modo, una giornata unica, irripetibile. Innanzitutto due piccoli pareri personali: senza quella scelta scellerata Roberto Baggio sarebbe stato l'unico giocatore che poteva superare Antognoni nel cuore dei tifosi viola. Di contro il Baggio della B2, il "Baggio di Eriksson" è stato il giocatore che più di tutti si è avvicinato al Maradona di Mexico '86. Ovvero il più grande giocatore di sempre. 

Ma andiamo con ordine. Stavamo parlando proprio di loro, Baggio e Maradona, e di quel Napoli-Fiorentina 1-1, penultima giornata del campionato 1986-87. Non ce ne vorrà il grande Diego se diamo più spazio al "divin codino", ma come si sa... al tifo non si comanda. Aggiungiamo solamente che Firenze è da sempre tifosa sincera, spontanea del "pibe de oro", dall'alto di un'innata cultura calcistica, di una naturale sensibilità applicata al calcio. Per questo (se vuole) Diego può restare con noi ad ascoltare il racconto delle gesta di Roby. Era il 10 maggio 1987, dicevamo, era una Fiorentina poco più che normale, con Bersellini in panchina, Diaz centravanti, che per assurdo schierava i due talenti più fulgidi della storia viola: Giancarlo Antognoni e Roberto Baggio. Quel giorno avvenne un ideale passaggio di testimone, anche se (noblesse oblige) Giancarlo giocò col 10 e Baggio con l'11. I due si incrociarono per poco, insieme disputarono appena 4 partite, prima dell'"Antognon fuggiasco" in quel di Losanna. Alla Fiorentina serviva un punto per salvarsi, al Napoli un punto per vincere il suo primo scudetto... un punto fu, e vissero tutti felici e contenti. Segnò per primo il Napoli: era il 29', scambio Carnevale-Giordano (assist di tacco)-Carnevale, e tiro che passa sotto le gambe di Landucci. Napoli-Fiorentina 1-0. Passano 10 minuti, azione da sinistra di Antognoni, dribbling a rientrare e Renica che lo atterra al limite dell'area. Quella, solitamente, era roba del "capitano", ma Roby si stava facendo largo, in allenamento aveva già "miracol mostrato", e per questo gli fu concessa la battuta. Detto, fatto! Tiro a girare, palla che si insacca a fil di palo con Garella battuto. Napoli-Fiorentina 1-1. Sarà anche il risultato finale. La partita in pratica finisce qui, forse la degna conclusione sarebbe stato un "no-contest", ma non si può rovinare la festa di un intera città che attendeva il suo primo scudetto dopo 60 anni. Napoli e Maradona ne vinceranno un altro, 3 anni dopo, ma il primo scudetto è come il primo amore...non si scorda mai.

Altra considerazione: per Baggio il gol di Napoli fu il primo in serie A, (arrivò alla 4° presenza totale nella massima serie), ma non il primo in assoluto: Roby aveva già segnato il 3 settembre 1986 in coppa Italia, una splendida doppietta all'Empoli (anche allora un gol su punizione dal limite), ma la prodezza del San Paolo merita un posto in prima fila. La carriera di Baggio, poi, ci racconta di repliche a non finire: 291 reti in 643 gare da professionista, 27 in 56 con la nazionale azzurra, un (quasi) titolo di vice campione del mondo, ed un'altra manciata di trofei con la maglia bianconera (più uno scudetto col Milan nel '96). Juve, Milan... un pò li invidiamo, certo (Baggio con la Juve vinse anche il pallone d'oro nel 1993), ma un Roby Baggio forte, decisivo, spensierato, felice di giocare a calcio come fu il Baggio di Firenze... nessuno lo ha più visto.