FRATELLI, (UN PO') COLTELLI

11.04.2014 00:37 di Stefano Borgi Twitter:    vedi letture
FRATELLI, (UN PO') COLTELLI
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca

"Viola e butei, per sempre fradei". Una frase, un motto, uno striscione che campeggia regolarmente negli stadi italiani, e non solo quando Fiorentina e Verona giocano contro. Anche perchè sotto gli occhi di Giulietta e Romeo le due gemellate, almeno in serie A, non si affrontano dal 13 marzo 2002, e per assurdo è stata l'ultima vittoria ufficiale (un 2-1 targato Morfeo ed Adriano) della Fiorentina di Cecchi Gori. Il gemellaggio tra viola e gialloblù, infatti, è talmente forte che non ha bisogno del confronto agonistico: viola e butei sono fradei, punto e basta. Il rapporto si rinsalda se pensiamo che, proprio al Marcantonio Bentegodi, il 15 ottobre 1972 esordiva in serie A un certo Giancarlo Antognoni. Si disputava un Verona-Fiorentina 1-2, e già da allora "Antonio" giocava guardando le stelle. Poi è la volta di Sacchetti, Bruni e Di Gennaro (tutti di scuola viola) campioni d'Italia col Verona di Bagnoli nel 1985. Quindi Roberto Baggio che, il 22 aprile 1989 (con la maglia viola sotto quella azzurra), realizza il suo primo gol in nazionale, contro l'Uruguay, proprio a Verona. Infine Cesare Prandelli, Adrian Mutu, Sebastien Frey, Alberto Gilardino, tutti doppi ex, tutti fratelli che hanno diviso la carriera tra Firenze e Verona. Oggi tocca a Donadel, Romulo e sopratutto Luca Toni. Non sono tutte rose e fiori, pero'...  Ci sarebbe anche Daniele Cacia... se abbiamo tempo ci torneremo.

ROMULO E... REMO - Cominciamo con chi è ancora di proprietà della Fiorentina: Orestes de Caldeira, in arte Romulo. Quante battute sul nome che rievocava la leggenda romana, dei due fratelli (a proposito...) allattati dalla lupa. E comunque il brasiliano (non ce ne voglia) è un giocatore "da Verona". Grande applicazione, grande sacrificio, rendimento quest'anno oltre le aspettative... Ma Romulo resta un giocatore perfetto per il Verona. Per certi livelli, per certe platee. Forse Romulo non sarà d'accordo, ma in questa direzione va anche la dirigenza viola che lo cederà ai gialloblù. Capitolo Donadel. Inutile dire che Marco sia un giocatore ancora nel cuore della tifoseria viola. Inutile dire che il vecchio "Dona" sia andato via malvolentieri da Firenze. E poi Donadel (come anche Toni) fa parte di quel gruppo di giocatori che ha restituito ai fiorentini la voglia di tornare allo stadio. Ricordiamo la stagione 2004-2005, con la salvezza conquistata all'ultima giornata dopo 37 partite dominate dai "cattivi pensieri". Poche settimane dopo arriva Cesare Prandelli, Donadel era già lì da gennaio, con Cesare arrivano Luca Toni, Fiore, Frey, Brocchi, Montolivo. A gennaio erano arrivati Pazzini e Bojinov, Insomma... grandi programmi, grandi progetti. Su tutti il divertimento, l'obiettivo di riportare la gente allo stadio. Un pò la missione che fu di Vincenzo Montella, un successone per entrambi.

TONI-E-FURMINI - Un discorso a parte merita Luca Toni. Se Donadel e Romulo sono fratelli senza coltelli (o quasi), il lungagnone di Pavullo sul Frignano qualche motivo per detestare la Fiorentina ce l'avrebbe. Sono state dette e scritte molte verità sull'addio di Luca: Toni dirigente, Toni allenatore, Toni ambasciatore viola nel mondo... Balle! Luca Toni voleva un contratto di due anni, la Fiorentina ne offriva uno con un ingaggio minore dell'anno precedente. Poi si vedrà, dissero in viale Fanti. Del resto vanno capite entrambe le parti: Luca aveva fatto un grande girone d'andata, aveva contribuito alla rinascita del progetto Fiorentina, Luca pretendeva un pò di riconoscenza. La Fiorentina faceva due conti: 35 anni, un solo gol in tutto il girone di ritorno, abbiamo già Gomez e Rossi... E quando gioca Toni? Dobbiamo anche dire che la Dea bendata ha favorito il ragazzone emiliano: 16 gol in 32 partite di campionato, una candidatura per il mondiale (e questi sono meriti), Rossi e Gomez infortunati, Matri che fallisce, la Fiorentina che affronta l'Udinese con il solo Matos di punta. Qui c'è qualcosa che non torna. Comunque nessun coltello particolarmente affilato da parte di Luca, nè della Fiorentina nei suoi confronti. Un pò di risentimento, quello si, la voglia del ragazzo di dimostrare di essere ancora un titolare... Una stretta di mano e via. Ah, dimenticavamo... Daniele Cacia? Ecco, se volete trovare un coltello (metaforico s'intende), forse forse...