I calcoli di Ferrari portano una media di 1,4 punti a gara, il doppio di quella con Vanoli. Al Parco Viola c’è fiducia ma è meglio evitare certe previsioni. Paratici porti giocatori "cattivi"
Sette vittorie e otto pareggi, secondo le previsioni di Alessandro Ferrari, direttore generale della Fiorentina. Mancando alla fine del campionato ventun partite, vuol dire che dalla gara con la Cremonese all’ultima giornata la squadra dovrà tenere una media di 1,4 punti ogni 90 minuti. Il dg ha aggiunto che con Vanoli la Fiorentina è migliorata e in effetti se la media-punti di Pioli era 0,4, quella del suo successore è salita a 0,7, esattamente la metà di quanto, secondo i calcoli di Ferrari, servirebbe per raggiungere la salvezza. Sintesi: la Fiorentina deve raddoppiare la velocità.
Fa piacere notare che al Parco Viola regni ancora l’ottimismo, del resto buttarsi giù, come dice la classifica, non servirebbe a niente. Ma quei calcoli, quelle previsioni, oggi sarebbe meglio tacerle. Sette vittorie per una squadra che finora ne ha solo una al suo attivo (e di questo deve ringraziare anche il portiere Okoye) è come aspettarsi un ribaltone. Che ci può sempre stare, perché il calcio è questo, ma meglio restare coperti visto che finora tutte le volte che al Parco Viola hanno sperato di risolvere i problemi la situazione è peggiorata. Non vale la pena infierire su quel gruppo di giocatori che non sono squadra, tanto ché perfino i tifosi, a ogni fine partita, mentre li contestano sotto la curva nel triste rituale di questa stagione, sembrano più avviliti che arrabbiati. Si fanno mille supposizioni, si espongono mille spiegazioni per arrivare a capire cosa stia succedendo alla Fiorentina.
La proprietà che non c’è, la dirigenza che non è in grado di risolvere i problemi, gli allenatori che non sono entrati nella testa della squadra, i giocatori che non vanno d’accordo e litigano per un rigore, le invidie, le gelosie, la scarsa volontà e si può andare avanti ancora per righe e righe. Tutto questo sarebbe sufficiente a dare un’idea di una squadra in crisi, in piena lotta per la salvezza, magari accanto al Lecce che ha 16 punti o anche al Genoa che ne ha 14. Ma la Fiorentina ne ha fatti 9 in 17 partite e tutti quei fattori negativi non possono bastare a spiegare il crollo inaccettabile della squadra. Probabilmente c’è qualcosa che sfugge a tutti noi, qualcosa che determina il niente realizzato dai viola fino ad oggi. Oh, intendiamoci per non equivocare, qui non si parla di un “piano” per spingere la Fiorentina in Serie B, si parla di una ragione che non riusciamo a cogliere.
L’arrivo di Paratici, seppur tardivo (al Parco Viola avrebbero dovuto assumere una figura del genere il giorno dopo le dimissioni di Pradè), può diventare la ripartenza della Fiorentina. L’ex dirigente della Juventus porterà nuovi giocatori per sostituire quelli che non hanno ancora compreso in che stato sia ridotta (abbiano ridotto) la squadra. Ma basterà Paratici? Basteranno nuovi volti? Alla Fiorentina non servono i buoni giocatori ma i giocatori cattivi, quelli che un tempo facevano una riga sul campo e dicevano all’avversario: da qui è meglio se non passi. Ci vuole coraggio, ci vuole carattere, ci vuole rabbia. Tutto quello che finora è mancato.
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