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N. Pontello: "Responsabilità da suddividere ma resto contento che Paratici sia il ds viola"

N. Pontello: "Responsabilità da suddividere ma resto contento che Paratici sia il ds viola"FirenzeViola.it
Oggi alle 14:30Radio FirenzeViola
di Pietro Lazzerini

Niccolò Pontello, ex dirigente della Fiorentina, è intervenuto nel corso di Viola Amore Mio su Radio FirenzeViola per parlare dell'attualità viola: "Secondo quello che ci viene raccontato si tratta di una situazione paradossale. Paratici sceglie Grosso perché Grosso deve a lui l'iinizio della sua carriera e dunque c'era fiducia totale. Poi inizia la campagna acquisti e tutti hanno incensato il ds salvo poi arrivare alcuni dubbi come il caso Kean e la gestione dell'attacco negli ultimi giorni di mercato. Poi si percepisce il malcontento dell'allenatore che porta poi alle sconfitte, all'esonero e al ritorno di Vanoli. A parte che in queste situazioni qui la responsabilità deve essere distribuita, dalla società con Ferrari in testa, poi Paratici e l'allenatore. Ma da che mondo è mondo la squadra la fa sempre il direttore sportivo, a meno che tu non sia un manager alla Mourinho. Grosso non è questo personaggio che può 'pretendere' dal suo direttore la squadra che poi andrà ad allenare. E mi fa specie ascoltare che la squadra viene definita inallenabile.

Quando si danno responsabilità a Paratici, che ha riconosciuto le sue colpe esonerando l'allenatore, sulla costruzione di una squadra avallata inizialmente anche dallo stesso Grosso, starei attento a indicarlo come primo totale responsabile di questo inizio. Io sono molto soddisfatto che alla direzione sportiva ci sia Paratici. Perché finalmente c'è un uomo che si assume le sue responsabilità, decide, non rimanda, non tergiversa, ha una certa ascendenza del mondo del calcio, tratta i procuratori come devono essere trattati e penso che fosse una figura che mancava a questa società. Spero che questa storia dell'azione disciplinare non vada avanti e che ci sia l'intelligenza della società e di Paratici in prima persona di sistemare la situazione in un modo diverso. Sarebbe sbagliato portare avanti un discorso legale con un allenatore, non farebbe bene a nessuno". 

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