Grosso-Fiorentina: volano gli stracci. Il tecnico faccia un passo indietro per non peggiorare la sua reputazione. Paratici e la scelta Vanoli: il dietrofront ha poco senso. Dopo la salvezza servirà un altro "miracolo"

Grosso-Fiorentina: volano gli stracci. Il tecnico faccia un passo indietro per non peggiorare la sua reputazione. Paratici e la scelta Vanoli: il dietrofront ha poco senso. Dopo la salvezza servirà un altro "miracolo"FirenzeViola.it
Oggi alle 00:01L'editoriale
di Lorenzo Di Benedetto

Possiamo dirlo senza paura di essere smentiti: a Firenze, quando si parla di Fiorentina, non ci si annoia davvero mai. Negli ultimi quattro mesi è successo davvero di tutto, dalla salvezza alla rivoluzione totale, dall'addio a Vanoli all'annuncio del suo ritorno, fino alla questione tra il club e Fabio Grosso, esonerato domenica sera dopo un avvio di stagione orribile. Quello che è successo il giorno dopo il terzo ko di fila in campionato in altrettante gare giocate è stato raccontato a più riprese, ma è giusto tornarci sopra, per fare ulteriore chiarezza. Dopo la sconfitta contro il Torino la dirigenza della Fiorentina non aveva messo in discussione Grosso, l'idea era quella di arrivare almeno fino alla sosta confermando la fiducia all'allenatore, nonostante i cori del Franchi, ma ovviamente era necessario un confronto interno, tra i direttori e il tecnico. Inevitabile. Ecco, durante quel colloquio le cose non sono andate come tutti, tranne Grosso, si aspettavano. L'ex Sassuolo ha spiegato a Paratici, Goretti e Ferrari che a suo avviso sarebbe stato molto complicato invertire la rotta, affermando inoltre di avere forti dubbi sul fatto di poter essere la persona giusta per compiere questa manovra. Da qui la domanda, scontata, della dirigenza di rassegnare le dimissioni, ma la risposta è stata secca: "No".

Grosso ci ripensi e faccia un passo indietro

A quel punto la Fiorentina non ha potuto fare altro che prendere la decisione di esonerare l'allenatore e con il passare delle ore si è fatta strada la possibilità di arrivare a un'azione disciplinare nei suoi confronti. Giusto pensarsi, altrettanto giusto procedere se non arriveranno segnali dallo stesso Grosso. Quello che ci sentiamo di dire al tecnico, per il più classico dei consigli non richiesti, è di valutare un passo indietro. Grosso rassegni le dimissioni, ammettendo le sue colpe, per non rovinare ancora di più la sua reputazione e avere strada molto più facile per trovare un'altra panchina in tempi rapidi (non in Serie A, visto che per regolamento non potrà allenare un'altra squadra in questa stagione). Le azioni comportano reazioni, nel calcio come nella vita di tutti i giorni, e passare per quello che ha abbandonato la nave che stava affondando senza rinunciare al suo contratto rischierebbe di avere risvolti negativi per lui e per la sua carriera ancora molto lunga.

Il ritorno di Vanoli dopo appena tre mesi

Archiviato il capitolo Grosso la Fiorentina ha deciso di richiamare Paolo Vanoli. Nella scorsa stagione il tecnico si era meritato la conferma, questo è innegabile, dopo aver preso la squadra all'ultimo posto e in una condizione fisica e mentale disastriva e averla portata a una salvezza tutt'altro che scontata. Paratici però aveva deciso di cambiare: scelta lecita. Tornare indietro dopo appena tre mesi, però, ha veramente poco senso. Per quale motivo adesso il direttore sportivo pensa che Vanoli sia l'uomo giusto per allenare la Fiorentina? Cosa è cambiato in così poco tempo? La risposta non ce l'avremo mai, visto che la linea scelta dal ds è sempre la stessa: evitare le telecamere e non entrare in sala stampa per dare spiegazioni e rispondere a domande che invece dovrebbero essere fatte. Pazienza, ce ne faremo una ragione. Quello che ci sentiamo di dire a Vanoli è ancora una volta "grazie" e quello che gli auguriamo è di prendersi la rivincita su chi non aveva creduto in lui. Non sarà facile rimettere in piedi la squadra, ma il compito, quantomeno, sarà più semplice rispetto a un anno fa. Servirà un altro "miracolo" e la speranza è che Paolo Vanoli riesca ancora una volta a regalare una gioia a se stesso e a Firenze.