Lo Monaco: "Fagioli e Mastantuono imprescindibili. Oulai non può fare il play"
Il direttore sportivo, Pietro Lo Monaco, è intervenuto a Radio FirenzeViola nel corso di "Palla al centro". Queste le sue dichiarazioni:
Direttore, partiamo da Amatucci. Alla Coruña sta facendo molto bene. Avevi ragione quando dicevi che la Fiorentina avrebbe potuto avere più coraggio nel puntare su di lui? "Qualche giorno fa ho letto il commento di un santone del giornalismo che si esprimeva in maniera molto critica su un giocatore. Mi sono arrabbiato, perché un conto è fare un commento da tifoso, basato sulle proprie sensazioni; un altro è parlare con cognizione di causa. La conoscenza è qualcosa di diverso. Un giocatore come Franco Mastantuono è un talento. Poi può esprimersi meglio in una squadra rispetto a un'altra, ma il talento resta. E Amatucci è un talento. Ha avuto la grande disgrazia del bacchettonismo del calcio, che giudica i giocatori innanzitutto dal fisico. Ma chi sa giocare a pallone, sa giocare a pallone. E quel talento devi sfruttarlo".
Vanoli ha subito dato maggiore fisicità al centrocampo. Come interpreti questa scelta? "La prima cosa che ha fatto Vanoli è stata rendersi conto che, con tanti giocatori bravi tecnicamente ma con poco spessore agonistico, avrebbe avuto qualche difficoltà. Per questo ha messo Fagioli centrale, N'Dour interno destro e Brescianini interno sinistro. Ha dato fisicità, corsa e agonismo al cuore della squadra. Ha dato consistenza al centrocampo. Per la Fiorentina i giocatori che devono sempre giocare per qualità sono due, Fagioli e Mastantuono".
Fagioli e Oulai possono giocare insieme? "Vanoli si è tolto lo sfizio di provare Oulai centrale di centrocampo. Tecnicamente è un giocatore sopraffino, ma non ha ancora il senso geometrico del centrale. Il centrocampista centrale deve avere caratteristiche precise: deve essere un punto di riferimento, non deve scappare mai. Io dico sempre che deve essere una sorta di società di mutuo soccorso: deve essere sempre pronto a venire in aiuto dei compagni. Deve saper distribuire il gioco, avere senso geometrico, gestire il corto e il lungo. Oulai è dispersivo".
Ascolta il podcast per l'intervista completa.
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