Falsini: "A Firenze manca un capopopolo. La Fiorentina non può offrire questo calcio"
Gianluca Falsini, ex calciatore oggi allenatore, è stato ospite di "Scanner" su Radio FirenzeViola. La trasmissione di oggi è incentrata sul ruolo degli allenatori nelle squadre, nel loro rapporto con giocatori e club. Le sue parole partono dalla scelta di un tecnico da parte del club: "La differenza è sempre nella piazza e nel club di cui parliamo. Perché scegliere il nuovo allenatore della Fiorentina vuol dire conoscere Firenze, la città, cosa piace ai suoi tifosi. Se invece dovessi scegliere l'allenatore, per dire, del Verona, dovrei conoscere quella piazza. E anche se sono due squadre gemellate, non è la stessa cosa. Bisogna prima di tutto capire cosa esige il posto in cui ti trovi".
Queste invece le parole sulla scelta che dovrebbe fare la Fiorentina: "Non si può pretendere di cambiare la filosofia di un club. Perché Ancelotti fa benissimo al Real Madrid ma non all'Everton? Perché Simeone sono quasi vent'anni che allena all'Atletico? Perché sono figure che incarnano quel tipo di piazza. Un direttore deve prima conoscere le richieste della piazza e poi scegliere la figura ideale. A Firenze deve accadere questo. Ora serve un capopolo, in cui il fiorentino si rispecchia. E uno che faccia giocare bene la squadra, che deve avere uno spirito giusto per la città di Firenze. Cosa che adesso non c'è, perché io non posso vedere la Fiorentina a Verona - ero a vederla allo stadio - che fa una partita di rimessa contro l'Hellas".
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