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F. Berni: "Spazio a Grosso e ai giovani allenatori italiani. L'esterofilia non è la strada giusta"

F. Berni: "Spazio a Grosso e ai giovani allenatori italiani. L'esterofilia non è la strada giusta"FirenzeViola.it
Oggi alle 13:52Radio FirenzeViola
di Matteo Luconi

Fabrizio Berni, ex difensore e tifoso viola, è intervenuto a Radio FirenzeViola nel corso di "Viola Amore Mio" per parlare di Fabio Grosso, prossimo a diventare il nuovo allenatore della Fiorentina: "In una precedente intervista io avevo auspicato anche Fabio Grosso come nuovo allenatore viola. Vanoli si merita tutto il rispetto e forse si sarebbe meritato anche la riconferma. Tornando a Grosso, negli ultimi tre anni ha fatto dei campionati di successo: ha vinto il campionato con il Frosinone, ha portato in A anche il Sassuolo, portandolo alla salvezza in questa prima stagione dal ritorno in A. Mi sembra un uomo equilibrato e ponderato, non un fanatico come altre figure di allenatori. Se questo equilibrio verrà usato anche nella gestione della squadra e nella disposizione tattica, potrebbe portare risultati. Anche se c'è da dire che dopo l'esperienza di Pioli, fare previsioni sulla bontà di un allenatore, sia una lotteria".

Grosso non è un nome che farebbe infiammare la piazza.
"Firenze si aspettava il nome ma i nomi non contano nulla, zero. Ci si innamora dei nomi ma ciò conta sono i calciatori, innanzitutto. C'è un gruppo emergente di allenatori che è valido, che ha energie, coraggio mentre i tifosi sono infiammati dal grande nome, come se questo volesse dire automaticamente grandi risultati garantiti".

Avrebbe visto bene un allenatore straniero?
"Non so se la soluzione migliore sarebbe stata guardare agli allenatori esteri. Ci sono allenatori stranieri che hanno fatto bene in Italia come Cuesta, anche perché parla 4/5 lingue e non ha difficoltà a rapportarsi con tutti. Sembra un italiano di nascita e questo è un vantaggio ma se arrivasse un allenatore con difficoltà di lingua farebbe fatica a trasmettere le sue idee. Per questo credo che avere giovani allenatori italiani che conoscono gli ambienti, i calciatori e i sistemi di gioco degli avversari non sia uno svantaggio, anzi. In Italia siamo sempre esterofili e non credo sia la strada giusta, fatte le dovute eccezioni".

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